Il registro delle imprese trasloca al MISE

In base al dl sulla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche approvato dal CdM il 10 luglio.

Il registro delle imprese cambia residenza, traslocando dalle camere di commercio al Ministero per lo sviluppo economico (Mise) retto dalla ministra Federica Guidi.

Il trasferimento delle competenze e della gestione del registro imprese - registro pubblico nel quale deve iscriversi chi svolge un’attività economica sotto forma d'impresa - dalle camere di commercio (una per ogni provincia) al Mise sarà definito con un Dpcm, Decreto del presidente del consiglio, emanato su proposta del ministro delegato per la semplificazione e per la pubblica amministrazione.

Lo strumento di informazione economica d'accordo con Mise e Ministero della giustizia viene quindi "sottratto" alle camere di commercio; il decreto dovrà stabilire con quali modalità, individuando anche i competenti uffici che dovranno garantire la continuità operativa del sistema informativo nazionale relativo al registro cui sono tenuti a iscriversi gli imprenditori che operano in Italia.

A prevedere quest'altra piccola rivoluzione del governo Renzi, che svuota di funzioni l'ente camerale, è l’articolo 9 del decreto legge sulla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche approvato dal Consiglio dei ministri il 10 luglio scorso. Se sarà una semplificazione, o solo un trasferimento di competenze, sarà il tempo a dirlo.

Con il decreto legge appena citato è stato abrogato l’articolo 8 della legge del 29 dicembre 1993, numero 580, quella che ha istituito l'ufficio del registro imprese (previsto dal codice civile) presso le camere di commercio. Ricordiamo che nel registro delle imprese sono contenute tutte le informazioni legali sulle imprese individuali e le società che operano nel mercato e su alcuni atti eseguiti dalle stesse come le cessioni di aziende, di quote di srl e i patti parasociali.

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