Lavoro, UIL: crisi colpisce uno su tre, perso un milione di posti in 6 anni

Il tasso di disoccupazione è passato dal 6,7% del 2008 al 12,2% nel 2013.

Nei 6 anni terribili che vanno dal 2008 al 2013 è sparito un milione di posti di lavoro, di questi oltre 500mila riguardano il lavoro dipendente. A fornire il conto della crisi in termini occupazionali è uno studio della Uil, che spiega come il tasso di disoccupazione generale sia passato dal 6,7% del 2008 al 12,2% nel 2013, e la disoccupazione giovanile dal 21,3% al 40%, per un quasi raddoppio.

Il paragone sarà pure impietoso ma in Gran Bretagna, per fare un esempio, nel secondo trimestre dell’anno il tasso di disoccupazione è sceso dal 6,6 al 6,5%, il dato più basso da ottobre-dicembre del 2008.

Il rapporto curato dal Servizio politiche territoriali e del lavoro della Uil - No Pil? No Job - scatta l’istantanea di un Paese a crescita zero, in cui il lavoro si è perso. La ricetta del governo Renzi, che pare in tutte altre faccende affaccendato, in materia è nota: l’esecutivo ha messo in campo Garanzia Giovani e Job Act presentandoli come punto di svolta oltre a rendere più precari i contratti a termine in modo da invogliare gli imprenditori ad assumere.

Aspettiamo ansiosi i risultati sui livelli di occupazione, i primi segnali positivi secondo il ministro del lavoro Giuliano Poletti sono attesi entro la fine dell’anno.

Intanto la Uil spiega che nel 2013 una persona su tre in età lavorativa ha vissuto forme di sofferenza e insicurezza occupazionale. Parliamo di 13 milioni di donne e uomini, il 42,6% in più rispetto al 2008 (+3,9 milioni di unità), che hanno un lavoro instabile, che hanno dovuto subire una riduzione di orario, che sono alla ricerca di un posto, che sono stati sospesi dal lavoro o che lo hanno perso a causa della crisi.

"La classifica definitiva del disagio occupazionale mostra con tutta evidenza la drammatica crisi che attanaglia il Mezzogiorno"

commenta il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy.

A livello territoriale, l'indice di sofferenza del mercato del lavoro vede il Sud attestarsi ben 31,6 punti percentuali sopra la media nazionale. Nel Centro Italia e nel Nord gli indicatori fanno segnare dati al di sotto della media. Le regioni con un indice di disagio al di sopra della media nazionale sono 9: le 8 del Mezzogiorno più le Marche. In testa la Calabria, seguita da Campania e Puglia.

Lavoro

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