I lavori in via d'estinzione

Tempi duri per tutti, ma soprattutto per gionalisti, postini e taglialegna.

Vista così, i veri vincitori del modo in cui il mondo del lavoro sta cambiando sembrano essere gli alberi. Perché in un modo o nell'altro, le professioni che si stanno estinguendo sembrano avere tutte a che fare con loro: giornalisti, postini, taglialegna. La carta, insomma, non tira più, e la foresta amazzonica può tirare un piccolo sospiro di sollievo. Meno chi in questo campo lavora, stando al rapporto Carrer Cast 2014 che analizza i lavori che hanno subito le maggiori contrazioni nelle assunzioni.

Non stupisce per niente che tra questi lavori ci sia quello di giornalista, ma va specificata una cosa: si sta parlando del giornalismo della carta stampata, in crisi da un bel pezzo e che dall'avvento della Crisi con la C maiuscola sembra aver subito la mazzata finale. "Il calo degli abbonamenti e la contrazione della pubblicità hanno influenzato negativamente il potere di assorbimento di nuovo personale da parte di alcuni giornali, mentre altri hanno cessato completamente le operazioni". Risultato? Meno 13% di prospettive di assunzione entro il 2022 (poteva andare anche peggio). Sul web, s'immagina e si spera, le cose andranno meglio.

La situazione più drammatica la vive però il mestiere di postino, per la quale è prevista una contrazione addirittura del 28% entro il 2022. La ragione è evidente: le lettere non si spediscono più, le cartoline nemmeno, le bollette arrivano via mail. Evidentemente non basta l'aumento dell'e-commerce (con relative spedizioni a casa) per compensare; anche perché di queste spesso si occupano i corrieri. Poco futuro, alla luce della crisi dei giornali, anche per i tipografi e per i taglialegna. Il colpevole, in ogni, caso, è quasi sempre uno: internet.

La lista dei lavori maggiormente in crisi comprende anche l'agricoltore (contrazione del 19%); gli addetti ai contatori del gas e della luce, che ormai si leggono da soli (-19%); l'agente di viaggi, e di nuovo la colpa è di internet (-12%); assistente di volo (-7%). Può consolarsi chi ha invece scelto i tre lavori che promettono meglio per il futuro: matematici e statistici (grazie alla loro duttilità) e anche professori universitari (ma forse la cosa non vale per l'Italia).

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