Caro acqua: in Italia l'oro blu svuota le tasche dei cittadini

Privatizzazione acqua Che l'acqua stesse diventando l'oro del futuro avevamo già avuto modo di capirlo dalla corsa delle multinazionali al dominio delle risorse idriche mondiali: le francesi Veolia Water-Vivendi e Suez-Saur detengono già il 40% del mercato privato (il 5% di tutte le risorse idriche per un valore di 800 miliardi l'anno) con un giro d'affari di 60 miliardi di euro. Le hanno già definite le tre sorelle dell'acqua perchè controlleranno nei prossimi 15 anni il 65-75% degli acquedotti pubblici (inchiesta dell'International Consortium of Investigative Journalists), Suez, Vivendi e la tedesca RWE hanno infatti stretto importanti e vincolanti accordi con con la Banca Mondiale per servire nel complesso quasi 300 milioni di persone (v. articolo). Non a caso i colossi del settore idrico mirano ad aumentare i loro profitti chiedendo al WTO di rimuovere le barriere commerciali (v. articolo).

Non immune dal business idrico anche l'Italia, tra i principali consumatori mondiali di acqua (al terzo posto dopo Stati Uniti e Canada con 980 metri cubi di prelievo d'acqua annuo procapite) e tristemente al primo posto in Europa per caro prezzi. Una recente classifica stilata dall'Associazione Contribuenti.it e Noiconsumatori.it ha infatti evidenziato come l'acqua più cara d'Europa si acquisti a Napoli a 1,33 euro a metro cubo. Seguono a ruota Palermo con 1,27 euro al metro cubo, Bari con 1,23 euro al metro cubo, poi Roma con 1,19 euro al metro cubo, Milano con 1,14 e, al sesto posto, Torino con 1,10 euro al metro cubo. Viceversa, Isernia e Campobasso sono le città dove l'acqua è più abbordabile con 1,05 euro al metro cubo.

"E' molto strano che si registrano i prezzi più alti dell'acqua nelle città dove la criminalità organizzata è più diffusa - affermano in una nota congiunta Vittorio Carlomagno, presidente Contribuenti.it ed Angelo Pisani, presidente di Noiconsumatori.it - E' incredibile registrare nella città di Napoli anche un aumento dell'acqua di 89 euro in più all'anno quando nello stesso periodo il prezzo in tutta Italia diminuisce".

Gli aumenti illeciti e ingiustificati danno adito ad altrettanto leciti e giustificati dubbi di collusione delle municipalizzate con circoli malavitosi...come a dire che in fondo non sembra esserci troppa differenza tra business pubblico e privato! Le associazioni denunciatarie dello scandalo hanno avanzato una proposta congiunta di monitoraggio sui prezzi e strategie commerciali degli enti gestori del servizio idrico.

Nel frattempo, però, 1/3 dei nostri connazionali soffre della cattiva gestione delle risorse e non ha accesso sufficiente all'acqua. Una risorsa presente in una quantità tre volte maggiore nel territorio, ma non disponibile a causa dell'inquinamento, della insufficienza di sistemi di depurazione e anche degli sprechi, che si rilevano soprattutto nel settore dell'agricoltura. Una corretta pianificazione e gestione dei bacini idrici è, dunque, importante e necessita attualmente anche di stime aggiornate sulla reale disponibilità, visto che gli ultimi dati sulla concentrazione territoriale divisa tra Nord, Centro e Sud Italia risalgono al 1989.

Insomma da qualsiasi verso la si guardi questa fontana sembra proprio malata:
Clof, clop, clock,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch...
È giù,
nel cortile,
la povera
fontana
malata;
che spasimo!
sentirla
tossire.

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