Cgil: meno di un italiano su due in età lavorativa ha un impiego

Il lavoro che non c'è. Lo studio dell'Associazione Bruno Trentin della Cgil.

Aggiornamento ore 15.15. In Italia le persone inattive tra i 15 e i 74 anni che vorrebbero lavorare, forze di lavoro potenziali, sono oltre 3,2 milioni. Questi soggetti però non sono considerati ai fini del calcolo del tasso di disoccupazione Istat, in quanto non rispondono alle due condizioni essenziali: essere disponibili a iniziare a lavorare entro due settimane o effettuare una ricerca attiva di lavoro. Tuttavia 2,2 milioni di essi hanno almeno una delle due caratteristiche e si considerano a tutti gli effetti disoccupati. "Una loro progressiva emersione renderebbe gli indicatori del nostro mercato del lavoro più in linea con quelli degli altri paesi europei" spiegano dall'Associazione Bruno Trentin secondo cui di certo non sarebbe corretto sommare automaticamente questi dati ai dati ufficiali della disoccupazione ma che comunque questa stime "insieme al tasso ufficiale di disoccupazione, salito al 13,6% nel primo trimestre dell'anno" forniscono un quadro più realistico delle dimensioni del problema lavoro in Italia.

In Italia meno di una persona sue due in età da lavoro ha effettivamente un impiego. Il tasso di occupazione è del 48,7%, superiore in Europa solo a quello della Grecia (dove il tasso di disoccupazione supera però il 25%) e al penultimo posto nell'eurozona.

Così secondo un'analisi dell'Associazione Bruno Trentin della Cgil che ha preso in esame ed elaborato i dati dell'Istat contenuti dalla Rilevazione Continua sulle forze di lavoro.

Lo studio si sofferma sull'anomalia del tasso di occupazione italiano. Nel Belpaese per un tasso di disoccupazione sostanzialmente stabile con la media europea - 12,2% da noi contro l'11,9% dell'eurozona secondo i dati del 2013 - abbiamo però un tasso di occupazione di quasi 8 punti inferiore rispetto alla media europea: 48,7% in Italia versus 56,2% nell'eurozona a 18 Paesi

La peculiarità del dramma lavoro in Italia emerge ancora più nettamente se si osserva che per alcuni dei Paesi europei più colpiti da un lustro di crisi - Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda - il tasso di disoccupazione registrato lo scorso anno è superiore al nostro, ma anche il tasso di occupazione, fatta eccezione per quello greco, come detto più alto di quello italiano.

Lavoro prospettive 2013 2014 Istat

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