Crisi: ad agosto aperto un negozio su due, ferie addio

L'analisi di Confesercenti: le eventuali chiusure dei negozi saranno circoscritte al solo weekend di ferragosto.

C'erano una volta le ferie di agosto, anche per gli esercenti pubblici, con i negozi che abbassavano le saracinesche per almeno una settimana. Sì, fino a quando ce lo si poteva permettere visto che con il persistere devastante della crisi, e l'economia del Paese mai uscita davvero dalla recessione, almeno un'impresa su due rimarrà aperta per tutto il mese di agosto. A spiegarlo è uno studio di Confesercenti.

Ferie estive 2014 addio insomma. Il famoso bonus di 80 euro non ha dato fiato ai consumi, sempre più asfittici, nemmeno durante i saldi stagionali, la curva dei prezzi rimane piatta, sulle soglie delle deflazione, il tutto mentre il nostro premier Matteo Renzi sostiene che se il pil è allo "0,4% allo 0,8% o all'1,5% non cambia niente dal punto di vista della vita quotidiana delle persone". Lo pensa davvero o la propaganda demagogica ha preso il sopravvento, al punto di rendere miopi davanti a quello che è il Paese reale?

Confesercenti precisa che le eventuali chiusure dei negozi saranno circoscritte al solo weekend di ferragosto, fatta eccezione per le località turistiche.

"Il dato delle aperture d'agosto è una media per tutto il territorio nazionale, anche se si registrano picchi a seconda delle località e della tipologia di impresa: a Catania manterrà la saracinesca alzata l'80% dei pubblici esercizi, stessa quota degli esercizi alimentari che garantiranno il servizio a Roma".

E ancora:

"A Firenze, invece, si registra l'apertura del 65% delle attività del settore Food, inclusi gli esercizi di somministrazione e l'offerta che giunge dai 33 mercati rionali e dai mercati coperti di S. Lorenzo e S. Ambrogio. A Torino rimarranno attivi soprattutto i pubblici esercizi del centro storico (85% di imprese aperte), mentre nelle restanti zone del capoluogo piemontese la percentuale di aperture di negozi alimentari e di bar e ristoranti si aggirerà tra il 40 ed il 50%. Incertezze economiche e meteo hanno rallentato l'esodo dalla città, e le imprese commerciali si sono adeguate nella speranza di recuperare un po' di vendite".

A pesare maggiormente spiega la nota diffusa dall'associazione degli esercenti sono le motivazioni economiche: nei primi 6 mesi del 2014 sono andati in fumo circa 1,7 miliardi di consumi con la contestuale scomparsa di oltre 20mila attività nel commercio e nel turismo. Si rimane aperti anche ad agosto per non chiudere definitivamente in autunno, quando i cittadini saranno sottoposti a una pioggia di balzi e balzelli, Tari e Tasi in testa, che potrebbero trasformarsi nell'ennesima stangata sia per loro che per le imprese.

Pessimi risultati per i saldi estivi 2013

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