Tariffe pubbliche locali aumentate del 6% in un anno

Aumenti del 15% per i rifiuti solidi urbani, del 6% per l'acqua potabile. Unioncamere: meta dell'inflazione si deve alle tariffe locali.

Sono i rincari delle tariffe pubbliche locali come acqua potabile, rifiuti, trasporti e servizi sanitari a mettere a dura prova i bilanci domestici delle famiglie italiane: in dodici mesi i prezzi sono infatti cresciuti di quasi il 6% (+5,9%).

A rilevarlo è l'Osservatorio prezzi e mercati dell'Indis, l'Istituto di Unioncamere specializzato nella distribuzione e servizi, che spiega come metà dell'inflazione generale della prima metà del 2014 sia da ascrivere alle tariffe pubbliche locali.

A giugno di quest'anno rispetto allo stesso mese del 2013 l'incremento complessivo registrato tra tariffe locali e nazionali è stato del 4%. Nel dettaglio l'aumento delle tariffe a controllo nazionale è arrivato fino all'1,6%, soprattutto come conseguenza del rincaro dei pedaggi autostradali (+4,5%). Tra le tariffe locali invece sono gli aumenti dei rifiuti solidi urbani (+15,2%), dell'acqua potabile (+6%) e dei servizi sanitari locali (+5,3%) a far impennare l'asticella.

Ancora sul fronte trasporti, i biglietti ferroviari regionali hanno visto aumentare le tariffe del 4,5%, del 2,5% invece l'incremento per i trasporti urbani.

"La competitività delle imprese, soprattutto nei confronti dei competitori esteri - sta anche nella possibilità di competere almeno ad armi pari sul fronte dei costi dei servizi necessari alla produzione''

commenta Ferruccio Dardanello il presidente di Unioncamere.

Le famiglie si potranno "consolare" con la bassa inflazione, vera vittoria di Pirro per il circuito economico, che durerà anche nella seconda metà del 2014, per attestarsi a fine anno allo 0,4% e sotto il punto percentuale nel 2015 sempre secondo Unioncamere che non considera comunque l'Italia a rischio deflazione.

''Una buona notizia per le famiglie: il consolidamento del potere d'acquisto dopo due anni di caduta sta contribuendo a liberare risorse da destinare ai consumi''

prosegue Dardanello.

E il carrello della spesa alimentare non riserva sorprese in questo senso, come confermano i dati Istat: ci sono sì settori come bevande latte e derivati che sono cresciuti 2% nell'ultimo anno, per il resto però le variazioni sono nulle o vicine allo zero. In negativo invece le carni, -0,1% annuo, e gli oli, con un -0,5% su maggio 2013.

Aumenti tariffe pubbliche 2014

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