Pensioni agganciate alle speranze di vita dal 2013

Dal 2013 le pensioni saranno agganciate alle speranze di vita, quindi occorrerà lavorare di più (tre mesi) mentre i coefficienti di calcolo caleranno del 3%.  A cambiare dal primo gennaio prossimo saranno i coefficienti di trasformazione che applicati al montante, cioè alla somma dei contributi versati e accantonati, determinano la pensione.

Com’è noto la trasformazione delle percentuali si applica al sistema contributivo, esteso a tutti i lavoratori, in misura parziale o totale, a partire dall’uno gennaio 2012 (riforma Monti-Fornero).

Il Corriere della Sera ha provato a capirne di più contattando una società operante nel settore della consulenza in educazione e pianificazione finanziaria.

Un partner della società Andrea Carbone spiega:

“Con questo sistema a partire dal primo gennaio 2013 il quando e il quanto della pensione saranno agganciati in modo automatico alle statistiche sulla vita media. L’adeguamento sarà triennale sino al 2019, e successivamente diventerà biennale”.

Insomma dal 2013 per ogni 100mila euro di montante un 65enne riceverà 5440 euro l’anno di vitalizio; oggi ne prenderebbe 5620. Nel 2009 avrebbe preso 520 euro in più (6140).

Dice ancora Carbone:

“Il primo taglio era stato più brusco perché si riferiva a un periodo più lungo, mentre il prossimo sarà più contenuto. Con l’allungamento della vita lavorativa previsto dalla riforma Monti- Fornero, anche nel sistema Inps sono stati previsti coefficienti propri anche per i lavoratori con più di sessantacinque anni. In questi casi, in precedenza venivano applicati quelli, più bassi, adottati per i sessantacinquenni: i coefficienti dai 65 ai 70 esistevano già per altre casse previdenziali, e nella tabella sono stati riportati per completezza di confronto. Per il primo incremento è stato applicato il limite massimo di tre mesi. Anche se la vita media è aumentata di circa cinque”.

Quando e come si potrà andare in pensione allora dall’anno nuovo?

Pensioni di vecchiaia - In soldoni dal primo gennaio 2013 un dipendente potrà percepire la pensione di vecchiaia a 66 anni e tre mesi, fino al 31 dicembre 2012 ne bastano 66. Una lavoratrice dipendente potrà andare in pensione dal 2013 a 62 anni e tre mesi, per le autonome ci vogliono 63 anni e 9 mesi.

Pensioni di anzianità - In questo caso ci vorranno 42 anni e cinque mesi di lavoro, contro gli attuali 42 anni e un mese per gli uomini e 41 anni per le donne.

Per quest’ultime fino al 31 dicembre 2015 c’è la possibilità di andare in pensione con 57 anni d'età per le dipendenti e 58 anni per le autonome, con 35 di contributi; il vitalizio sarà però calcolato tutto con il sistema contributivo.

Foto | Flickr

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