La Tasi è una Imu-bis: costerà in media 231 euro

Federconsumatori e Adusbef lanciano un nuovo allarme sulla tassa che ha sostituito l'Imu sulla prima casa.

Mentre dal governo si continua a dire che loro le tasse non le alzano, ci pensano gli enti locali ad aumentare - com'è nella loro facoltà - aliquote e imposte comunali varie, con il risultato che la nuova tassa sugli immobili, la Tasi, di fatto si trasforma in una Imu-bis, che potrà costare alle famiglie 231 euro annui in media.

Le detrazioni fiscali saranno quasi inesistenti quindi l'aggravio per le famiglie che prima non pagavano l'Imu e quelle con abitazioni con basse rendite catastali rischia di essere davvero insostenibile. Con la Tasi inoltre, a differenza dell'Imu, pagano sia i proprietari che gli inquilini.

Federconsumatori e Adusbef lanciano un nuovo allarme sulla tassa che ha sostituito l'Imu sulla prima casa, altroché abolizione, confermando che secondo le loro stime, la Tasi costerà 231 euro a famiglia con l'aliquota fissata al 2,5 per mille.

Quasi 5 milioni di famiglie hanno già pagato e pagheranno per quello che prima, in virtù delle detrazioni sull'Imu, non pagavano.

"E' questo l'aspetto più vergognoso ed intollerabile, che purtroppo conferma ciò che avevamo denunciato fin dal primo momento"

denunciano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. La metà di questi 5 milioni di nuclei familiari potranno usufruire di una detrazione minima, ciò significa che dagli 0 euro precedenti potranno arrivare a sborsare in media 118 euro. Per altre 2,5 milioni di famiglie, il Comune non ha disposto nessuna detrazione per cui da zero euro dell'ex regime Imu pagheranno ora 183 euro.

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