Banche, Cgia: in 2 anni prestiti tagliati di 100 mld, cresce rischio usura

La flessione è di 9,6 miliardi per la famiglie e di ben 87,6 miliardi di euro (-8,8%) per le imprese.

L'Italia rimane avvolta nella morsa del credit crunch, e con i rubinetti del credito più chiusi che mai non può che crescere il rischio usura.

Secondo un'analisi della Cgia di Mestre negli ultimi 2 anni le banche hanno erogato a famiglie e imprese quasi 100 miliardi di euro in meno.

Per privati e imprese, nonostante le misure decise dalla Bce a giugno proprio per agevolare la concessione del credito, ottenere un prestito è sempre più spesso una chimera, e con meno soldi in tasca o in cassa e la disoccupazione in aumento il rischio usura cresce e assume dimensioni davvero preoccupanti, specie al Sud.

Il racket dei prestiti a strozzo, spesso ma non esclusivamente gestito dalla criminalità organizzata, non conosce crisi. In rischio è molto elevato non solo in Campania e Calabria ma anche in Abruzzo secondo i dati in possesso dell'associazione artigiana mestrina.

"A seguito della forte contrazione dei prestiti praticata dalle banche alle famiglie e alle imprese c'è' il pericolo che l'usura, soprattutto nel Mezzogiorno, assuma dimensioni preoccupanti"

spiega il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi.

Tra la fine del 2011 e la fine del 2013 secondo l'ufficio studi della Cgia, il calo dei prestiti alle famiglie e alle imprese è stato in Italia stata di 97,2 miliardi, con una flessione di 9,6 miliardi (-1,9%) per la famiglie e una flessione di ben 87,6 miliardi di euro (-8,8%) per le aziende.

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