I mille volti della previdenza complementare sorridono ad alcuni coraggiosi investitori per penalizzare lavoratori più cauti e tradizionalisti sulle scelte pensionistiche; questa la prima impressione sulle scelte dei fondi pensione, diversi per rendimenti ed esposizione al rischio in relazione alle linee di investimento proposte. L’attuale previdenza complementare, alternativa più o meno indotta per le nuove generazioni di lavoratori, presenta diverse tipologie di scelta: dai fondi preesistenti ai fondi pensione negoziali o fondi chiusi, dai fondi pensione aperti (ad adesione individuale) alle polizze pensionistiche, ognuna delle quali può disporre di linee di investimento azionarie, bilanciate, od obbligazionarie. Consigliabile, secondo gli esperti, un fondo azionario per chi sia ad almeno 15-20 anni dalla pensione mentre preferibile un obbligazionari per chi sia prossimo al pensionamento. L’opzione vale per tutti, liberi professionisti e dipendenti, i quali potranno scegliere tra fondi di categoria e fondi aperti, purché decidano entro metà anno pena l’assorbimento del proprio Tfr nei fondi chiusi di categoria più conservativi.
Una delle possibili cause di una crescita galoppante dei rendimenti da linee di investimento previdenziali è sicuramente la buona performance delle borse registrata negli ultimi periodi, non necessariamente replicabile nel futuro. A tale scopo le legge impone ai fondi chiusi la dotazione obbligatoria di una linea garantita con rendimenti equiparabili al Tfr. Attenzione però che anche in questo caso ma non tutti i fondi hanno prestazioni soddisfacenti, è il caso di Telemaco dove la linea conservativa ha realizzato un +1,03% e di Cometa +1,7%.
Per quanto attiene i costi l’incidenza delle commissioni è differenziata a seconda della scelta previdenziale. Nel caso di versamenti trentennali verso polizze pensionistiche viene applicata una commissione dell’1,8%, mentre nel caso di ai fondi pensione aperti si verserà l’1,24% e appena l0 0,22% per i fondi di categoria. Per una guida alle nuove forme pensionistiche meglio affidarsi a fonti ufficiali (v. sito del governo)