Lagarde: la Germania sia propulsore della ripresa economica europea

L'intervista della direttrice generale del Fmi alla Radiotelevisione svizzera: "la Germania partecipi al moto di ripresa in modo convinto".

Proprio nel giorno in cui l'indice che misura la fiducia delle imprese tedesche fa registrare il quarto calo mensile consecutivo, peggiore delle attese, la numero uno del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde sprona la Germania a fare da volano per la ripresa economica dell'eurozona.

Lagarde, ex ministro dell'Economia francese con il governo Sarkozy, in un'intervista alla Radiotelevisione svizzera ha auspicato che Berlino, agendo sulla leva salariale, diventi il motore propulsore della crescita economica europea, attraverso una ripresa che lei stessa, direttore generale del Fmi, considera "laboriosa":

"Ciò che credo sia molto importante per la Germania è partecipare al moto di ripresa in modo convinto. Ha in mano gli strumenti per farlo"

sostiene Lagarde, secondo cui il governo tedesco ha margini di manovra necessari, come è stato dimostrato dalle recenti trattative salariali.

"I negoziati salariali tra organizzazioni sindacali ed organizzazioni patronali hanno dimostrato che vi sono margini di manovra. Bisogna augurarsi che questa tendenza di amplifichi e permetta di trainare la ripresa europea".

Sabato era stato il ministro dell'economia francese, il socialista Arnaud Montebourg, a parlare di una Germania

"intrappolata nella sua politica di austerità".

Sull'austerity imperante e imposta dai cosiddetti paesi virtuosi del vecchio continente agli altri, che non sembra aver risolto i problemi, facendo invece aleggiare lo spettro della deflazione, Lagarde ha aggiunto che:

"molte misure di austerità sono state applicate. Vi sono stati dei processi di consolidamento dei bilanci molto pesanti negli ultim tre anni (...) questi interventi ci sembrano corretti al momento attuale, non bisogna serrare ancora di più".


E di stop all'austerità stamattina ha parlato anche il sottosegretario ai rapporti con la Ue Sandro Gozi, che a margine del Meeting di Rimini ha spiegato che l'Unione europea dopo 5 anni di politiche rigoriste deve ora applicare misure sulla crescita per i Paesi che attuano le riforme.

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