Crisi: anche la Svizzera frena, crescita piatta nel secondo trimestre

Nel primo trimestre del 2014 l'economia elvetica era cresciuta di 0,5 punti percentuali.

L'onda lunga della crisi economica comincia a farsi sentire anche nella ricca Svizzera che non rimane immune alla nuova frenata dell'economia mondiale ed europea. Nel secondo trimestre dell'anno infatti il Pil elvetico è rimasto invariato, pari a zero, smentendo le previsioni di una crescita dello 0,5%.

Finora la Svizzera era rimasta fuori dalla recessione che ha investito l'Europa e ciò grazie alle esportazioni verso l'Asia e alla buona domanda interna. Del resto nel primo trimestre del 2014 l'economia elvetica era cresciuta di 0,5 punti percentuali.

A pesare nel periodo aprile-giugno le difficoltà di crescita di Francia e Italia, con il nostro Paese che com'è noto è in recessione tecnica dopo due trimestri consecutivi di pil negativo. A ciò si aggiunge la frenata della locomotiva del Vecchio continente, quella Germania campione dell'austerity, che nel secondo trimestre dell'anno deve registrare per il suo pil un -0,2%.

L'Ufficio federale di statistica di Belino ieri ha confermato il dato della stima preliminare precisando che le esportazioni vedono un rialzo dello 0,9% mentre gli investimenti fanno segnare un crollo del 2,3%, settore delle costruzione in testa (-4,2%).

Ed è stato solo grazie a un primo trimestre positivo oltre le attese che nei primi sei mesi del 2014 la Germania può annotare un incremento del pil dello 0,8% destagionalizzato rispetto al secondo semestre 2013.

Per la prima volta nel calcolo del pil l'Ufficio di statistica tedesco ha usato le nuove regole europee che comprendono nel computo della ricchezza nazionale anche le attività illegali, come droga e armi.

SWITZERLAND-FLAG

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