Federalberghi, estate nera: crollo dei turisti

La denuncia di Federalberghi: meteo e crisi, luglio ed agosto da dimenticare

E' stata un estate da dimenticare, almeno per Federalberghi: secondo il bilancio di fine agosto redatto dalla federazione degli albergatori di Confcommercio i mesi di luglio ed agosto hanno rispettivamente chiuso in negativo, con un -0,6% ed un -0,2% di presenze alberghiere.

Per la prima volta nella storia d'Italia (o almeno, da quando Federalberghi tiene il conto) i mesi clou del turismo in Italia, per afflusso di stranieri e per i villeggianti italiani, il trend di presenze negli alberghi registra un dato considerevolmente negativo, ben al di sotto delle aspettative.

L'indagine congiunturale è stata realizzata dal Centro Studi della Federazione su un numero rappresentativo di strutture alberghiere (l'indagine è stata svolta dall'1 al 5 di ogni mese intervistando con metodologia casuale internet mediamente 1.607 imprese, distribuite a campione sull'intero territorio nazionale); come spiegato anche dal presidente di Federalberghi Bernabò Bocca il risultato è sconfortante, zero rispetto allo scorso anno:

"Un risultato tristemente negativo che arriva da anni di risultati negativi assommatisi gli uni agli altri nel tempo e che fa suonare il campanello d'allarme per uno dei principali settori economici del Paese. [...]
Certo nel trimestre estivo si sono succeduti fenomeni meteorologici avversi che hanno sicuramente remato contro le scelte turistiche degli italiani e degli stranieri, ma ormai la stagnazione dei mercati turistici nel Bel Paese è diventata quasi un fenomeno cronico che va curato con immediatezza e misure non convenzionali."

Basandosi sul medesimo periodo del 2013 (che era stato in positivo, rispetto al 2012) il saldo dei pernottamenti alberghieri è stato pari allo 0 nel periodo che va da giugno ad agosto 2014: un calo nazionale (-0,6%) che scaturisce anche da una maggior attrattività dell'estero (+ 0.6%). In termini occupazionali il calo di vacanzieri si è tradotto con un tragico -1,3%, frutto di un -2,9% di lavoratori a tempo indeterminato ed un -0,3% di lavoratori a tempo determinato.

La contrazione dei prezzi (dato Istat), i mancati afflussi, le cancellazioni dovute al maltempo e l'aumento di utenze e costi ha poi inevitabilmente flesso verso il basso (-5%) anche i fatturati del settore:

"L'effetto lenitivo della crescita dei turisti dal resto del mondo, registrata negli ultimi tre anni (giugno/agosto 2011 +11%, giugno/agosto 2012 +1% e giugno/agosto 2013 +4,1%) non è più sufficiente a compensare il crollo della domanda interna e ciò mette con maggior evidenza a nudo il grave momento che le strutture ricettive del Paese stanno attraversando, ancor più grave nelle località che si rivolgono quasi esclusivamente alla cliente domestica."

ha spiegato il presidente degli albergatori italiani. Vero è che il settore alberghiero vive anni bui: l'Italia, si sa, si "vende" da sola ma se qualcuno desse una mano certamente le cose sarebbero meno difficili. E per qualcuno, sostiene Federalberghi, si intende ovviamente il governo di Roma, che non ha in cantiere alcuna misura atta a contenere l'emorragia di turisti (e denari) nel settore alberghiero.

Certo è anche che, personalmente, di turisti ed alberghi pieni quest'estate ne ho trovati parecchi: prediligendo il viaggio "all'avventura" nel sud Italia (nelle regioni Basilicata e Puglia) se è vero che personalmente non ho mai avuto grossi problemi a prenotare, altrettanto vero è che ho sempre prenotato l'ultima stanza disponibile.


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