Padoan a Cernobbio: “Ci sono segnali di ripresa, siamo capacissimi di fare le riforme”

Il ministro dell'Economia conferma i segnali positivi, l'uscita dalla crisi è sempre più vicina e le prossime riforme si riveleranno fondamentali.

È un Pier Carlo Padoan estremamente positivo quello intervenuto oggi al Workshop Ambrosetti a Cernobbio, un ministro dell’Economia che vede i sintomi della ripresa per il nostro Paese e preannuncia come le prossime riforme aiuteranno a migliorare anche la finanza pubblica.

Cerchiamo misure che agevolino afflussi di investimenti privati e ci sono sintomi e segnali di ripresa. I primi risultati dei mini-bond, che non saranno da prima pagina, ma fanno ben sperare, sono sintomo di ripresa.

Le riforme in programma saranno fondamentali, dice Padoan, che risponde così a chi sostiene che il governo Renzi non sia riuscito a identificare le giuste priorità e che abbia messo troppa carne sul fuoco:

La riforma del mercato del lavoro ha un ruolo centrale, perché la rimodulazione del sistema con cui si crea occupazione ha un effetto segnaletico importante, dentro e fuori il paese. Tutte le riforme sono importanti, e più riforme insieme si integrano e si sostengono a vicenda […] Ad esempio la riforma della pubblica amministrazione serve alla riforma dei mercati e del lavoro e quella della giustizia migliora il quadro in cui si sviluppano le attività d’impresa.

Poi, sempre sul fronte delle riforme, il ministro ha precisato che la legge di stabilità rappresenterà “il primo passo nel sentiero dei mille giorni” e non soltanto confermerà il famigerato bonus di 80 euro voluto da Renzi, ma introdurrà anche una serie di benefici fiscali per le imprese e norme per il rimborso dei debiti della pubblica amministrazione.

A proposito del debito pubblico, invece, Padoan ha spiegato che il Governo si sta impegnando

in un programma di privatizzazioni che avrà impatto anche sulle imprese partecipate con una maggiore apertura del capitale all'esterno.

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(nel video in apertura l'intervento del ministro Padoan in Parlamento nel febbraio scorso)

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