Borse deboli in attesa della Federal Reserve

Borse mondiali caute in attesa della riunione della Fed di domani e per il referendum sull'indipendenza scozzese.

L'attesa per le prossime mosse della Federal Reserve e l'esito del referendum di giovedì prossimo sull'indipendenza della Scozia tengono a freno le Borse europee che stamattina partono tutte deboli, a cominciare da Piazza Affari con l'indice principale Ftse Mib che perde poco dopo l'avvio delle negoziazioni lo 0,75% a 20.692 punti.

L'attenzione dei analisti e investitori è proiettata sui tempi del rialzo dei tassi di interesse da parte della banca centrale Usa, che sembrano più vicini del previsto, dopo che quella inglese lo ha già fatto grazie alla ripresa dell'economia. Se in scozia vincessero i sì al referendum, il timore dei mercati è soprattutto legato alla possibile fuga di capitali e aziende estere dal Paese e agli effetti che l'abbandono della sterlina potrebbe avere sull'economia scozzese e su quella dell'UK.

Nel vecchio continente l'indice d'area Stoxx 600 relativo al settore banche va giù di mezzo punto ma sotto stress sono soprattutto i titoli del comparto tecnologico. Alla Borsa di Milano gli acquisti continuano a scarseggiare, lettera pesante su Yoox (-5,72%) e Azimut (-3,39%) cui si aggiunge tra i bancari Mps (-2,36%). In Europa si attendono ora i dati macro sul costo del lavoro nell'eurozona e l'indice Zew tedesco sulla fiducia delle imprese che potrebbero ridare fiato alle borse.

Anche le piazze finanziarie asiatiche e del Pacifico sono fiacche, con i mercati che hanno chiuso quasi tutti in negativo e che rimangono alla finestra per il possibile rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed, che domani annuncerà le sue decisioni di politica monetaria. Alla borsa di Tokyo il Nikkei oggi ha chiuso le contrattazioni in calo dello 0,23%.

Il periodo di transizione sarà difficile per i mercati della regione asiatica. Penso che ci sarà un aumento della volatilità

spiega a Bloomberg Stephen Halmarick della Colonial First State Global Asset Management a Sidney.

Intanto sul mercato secondario italiano lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi sale fino a 144 punti, per un rendimento del titolo del Tesoro che sfiora il 2,50%.

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