Tassa di successione: il governo Renzi potrebbe aumentarla

L'obiettivo è di recuperare un miliardo di euro. Ecco come potrebbe cambiare la tassa di successione.

Che il governo Renzi sia costantemente alla ricerca di soldi, di coperture finanziarie per le misure promesse e quelle già portate a termine (in primis quella, dispendiosissima, degli 80 euro) non è certo una novità. Fondi da reperire attraverso tagli ai ministeri, continuando nella spending review e anche, inevitabilmente, alzando le tasse. Almeno quelle tasse che in Italia sono significativamente più basse che nel resto d'Europa. Tra queste, c'è la tassa di successione.

L'obiettivo del governo, stando a quanto scritto dal Sole 24 ore, è di recuperare un miliardo di euro ritoccando aliquote e franchigia della tassa di successione, che oggi colpisce quasi solo i grandi patrimoni. Si pensa che la proposta possa entrare a fare parte della legge di stabilità entro il 15 di ottobre.

Ma come funziona oggi la tassa di successione? L'imposta - che è dovuta allo stato per il trasferimento dei beni dopo la morte del proprietario o una sua donazione spontanea - prevede una franchigia di un milione di euro, al di sotto della quale non si paga nulla. La franchigia e le aliquote sono però diverse a seconda del grado di parentela: 4% per i beni che vengono devoluti in favore dei parenti in linea retta (figli, nipoti, coniuge) e solo al di sopra del milione di euro. 6% per quanto viene devoluti in favore di fratelli, sorelle e parenti fino al quarto grado (ma in questo caso la franchigia è di soli 100mila euro); 8% per i beni devoluti a favore di altri soggetti (senza nessuna franchigia).

Tutto questo adesso potrebbe cambiare: innanzitutto si pensa ad abbassare drasticamente la franchigia che fa scattare i prelievi: la soglia di un milione di euro per le donazioni ai parenti in linea diretta scenderebbe tra i 200 e i 300mila euro. Contemporaneamente, si pensa di aumentare le aliquote: al 5% per gli eredi in linea diretta; all'8% per gli altri parenti e al 10% per tutti gli altri.

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