G20, Padoan: l'Italia cresce meno dell'Europa, ripresa nel 2015

Il ministro al G20 finanziario in corso in Australia: "l'Italia è in recessione tecnica ma sta facendo molti progressi nell'agenda di riforme strutturali".

Il ministro dell’economia e delle finanze italiano Pier Carlo Padoan deve giocare in difesa in occasione del G20 dei ministri finanziari in corso in Australia, a Cairns, alla presenza anche della numero uno della Fed USA Janet Yellen e della direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde.

Dice Padoan:

"L'Europa cresce meno di altre aree del mondo, Italia meno di Europa. Riforme ci servono adesso".

L’Italia in realtà non cresce proprio da 3 anni consecutivi, visto che anche il 2014 sarà di recessione. Il ministro promette agli altri membri del G20 - che rappresenta i due terzi del commercio e della popolazione mondiale e l'80% del PIL globale - che il Belpaese (in recessione tecnica dopo due trimestri consecutivi di pil negativo) tornerà a crescere dall’anno prossimo. In una intervista a Bloomberg Padoan ha affermato che queste sue parole:

"sono state ricevute in modo molto positivo".

Precedentemente al dibattito sulla global economy al G20, il titolare di Via XX settembre aveva sostenuto che:

“Come all'Ecofin di Milano, anche al G20 dei Ministri delle Finanze, c'è ampio consenso sul rilancio degli investimenti per sostenere la crescita".

Il G20 finanziario in corso in Australia anticipa il G20 dei capi di Stato e di governo del prossimo novembre. Al centro degli incontri dei 20 ministri finanziari dei maggiori Paesi industrializzati ci sono le politiche monetarie attuate delle banche centrali e le misure per rafforzare la crescita economica globale del 2% in 5 anni.

Obiettivo e impegno che i ministri e i banchieri centrali ribadiranno a Cairns. Dall'ultimo loro incontro, a febbraio, la crescita mondiale ha perso slancio con l’area euro che rimane il sorvegliato speciale, visto il rischio di deflazione.

Ieri c’era stata la riunione trilaterale tra i ministri di Giappone, Cina e Corea del Sud e ministro del Tesoro Usa Jack Lew aveva ammonito sul fatto che serve fare di più per favorire la ripresa mondiale perché la crescita globale non è sufficiente a risalire la china dopo 7 anni di profonda crisi.

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