Padoan dal G20: governo pronto a taglio cuneo fiscale per le imprese

Il ministro smentisce incrementi dell'Iva o della tassa di successione.

Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan da Cairns in Australia dove si trova per il G20 finanziario risponde alle domande de Il Sole 24 Ore e del Corriere della Sera.

Padoan che ieri aveva rassicurato sul fatto che l’Italia tornerà a crescere sì ma solo nel 2015, dopo tre anni di recessione, dice che il governo Renzi sta:

“seriamente considerando la possibilità di approfondire il taglio del cuneo fiscale e stiamo pensando di farlo dal lato delle imprese".

La riduzione Irap per le imprese del 5% per il 2014 (e del 10% dal 2015) del governo Renzi riguarda il 72,2% del totale delle aziende, sono infatti escluse quelle con base imponibile nulla ai fini Irap.

Ora dopo il bonus di 80 euro per 10 mln di lavoratori dipendenti dal reddito medio-basso - per 10mld di euro si spesa pubblica ma non per tutti, i benefici non ricadono su tutta la platea dei contribuenti -, i successivi alleggerimenti fiscali anche per le imprese annunciati dal titolare dell'Economia saranno coperti secondo Padoan dalla spending review, panacea di tutti i mali dell’esecutivo guidato dall’ex sindaco di Firenze.

"Spazi per risparmiare risorse per esempio nei ministeri sono molti soprattutto guardando agli sprechi e alle inefficienze".

Padoan ha poi garantito che le tasse non aumenteremo, smentendo le indiscrezioni di stampa su possibili incrementi dell'Iva o della tassa di successione. Ipotesi "spuntata dal nulla" e della quale "non so nulla" dice Padoan.

Il ministro dell’economia sottolinea invece l’importanza e la fiducia che il governo assegna alla riforma del mercato del lavoro: è urgente e va fatta, perché l’Unione europea e il G20 la mettono:

in cima alla lista degli interventi strutturali da realizzare".

Il Jobs Act per il ministro è "un bene" perché la riforma mira alla semplificazione dei contratti: che ci sia anche una ulteriore riduzione delle già precarie garanzie per i lavoratori non interessa.

Ministero Economia commenta raccomandazioni UE

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