Legge di stabilità: governo pronto a tagliare deduzioni e detrazioni?

Padoan spiega a Repubblica che la legge di stabilità "prenderà in considerazione anche le tax expenditures, cioè deduzioni e detrazioni. A priori non ci sono voci che non vengono esaminate. Il che non vuol dire tagliare, ma valutare".

Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, in un'intervista pubblicata oggi da La Repubblica parla della legge finanziaria per il 2015 che il governo Renzi si appresta a varare entro la metà di ottobre.

Padoan conferma che per racimolare i 20 miliardi di tagli alla spesa previsti dalla legge di stabilità saranno esaminate tutte le voci, comprese:

"le tax expenditures, cioè deduzioni e detrazioni"

che quindi potrebbero subire una stretta.

"La legge di Stabilità tiene conto del fatto che il quadro macroeconomico è profondamente deteriorato rispetto anche solo a cinque mesi fa. Questo rende più difficile rispettare i vincoli di finanza pubblica. La manovra di bilancio parte da questo presupposto. Il secondo presupposto è che il 3% non viene valicato"

spiega il titolare dell'Economia che poi aggiunge:


"Il governo sta facendo uno sforzo basato su tre pilastri. Il primo riguarda le riforme strutturali e in particolare quella del lavoro: le altre sono importanti, questa è cruciale. Il secondo è un risanamento favorevole alla crescita, cioè misure volte ad abbattere i costi per le imprese derivanti dal cuneo fiscale sul lavoro, tramite tagli di spesa. Il terzo è un sostegno agli investimenti soprattutto privati, ma non solo, con la semplificazione delle regole, a incentivi che si autofinanziano e altro".

Ma il governo dove intende tagliare per raggiungere il target dei 20 miliardi?


"lo stiamo vedendo in questi giorni insieme alla presidenza del Consiglio. È un esercizio che riguarda il mio ministero, tutti gli altri, ma anche Regioni ed enti locali. Certo prenderà in considerazione anche le tax expenditures, cioè deduzioni e detrazioni. A priori non ci sono voci che non vengono esaminate. Il che non vuol dire tagliare, ma valutare. Sarà una questione di scelte politiche"

ha concluso il ministro.

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