Cos'è l'online advertising

Dai vecchi banner fino al native advertising: tutti i segreti della pubblicità sul web.

L'avvento di internet e la sua costante evoluzione non ha rivoluzionato solo il mondo dell'informazione e delle relazioni (principalmente con i social network), ma ha anche stravolto il mondo della pubblicità, che in un periodo di difficoltà dovuto alla crisi economica globale ha trovato nella rete un nuovo canale da sfruttare attraverso tecniche sempre più pervasive. Tecniche che sono ancora in costante evoluzione, ma che hanno ormai conquistato alcuni punti fermi.

Che lo si chiami online advertising, online marketing o internet advertising, il concetto è sempre lo stesso: si tratta dell'insieme di tecniche per pubblicizzare una ditta o un prodotto attraverso l'universo del web. Dalle vecchie newsletter (ancora molto utilizzate), fino al cosiddetto native advertising (l'ultima frontiera), passando dagli strumenti "black", come lo spam selvaggio, il valore aggiunto offerto dalla pubblicità in rete è la possibilità di profilare (soprattutto sui social network) con estrema precisione a chi inviare la nostra pubblicità e scoprire chi l'ha cliccata, dimostrando quindi un maggiore interesse verso il prodotto.

Un vecchio esempio di questo meccanismo di profilazione si vide già ai tempi di MySpace, l'ormai defunto social media dedicata alla musica: in base ai vostri gusti musicali, venivano inviate pubblicità di dischi e concerti sempre e solo inerenti a qualcosa che vi sarebbe sicuramente interessato. Questo è un esempio molto semplice per capire quali siano le potenzialità delle pubblicità online- e quanto sia alettanti per l'aziende. Altro esempio classico è quello della misurabilità: nessuno può sapere quante persone stiano effettivamente guardando la pubblicità in onda in televisione o come stiano reagendo, su internet uno dei parametri più importanti è invece quello del rapporto tra il numero delle visualizzazioni (persone che hanno visto la pubblicità) e il numero effettivo di click degli utenti.

Le tecniche pubblicitarie online

Per quanto invece riguarda le diverse tecniche di pubblicità online, bisogna prima di tutto distinguere tra i quattro tipi di pubblicità in quanto a tecniche generali. La pubblicità d'assalto è quello si impone all'utente nel momento in cui accede a un sito internet. L'esempio classico è quello degli odiatissimi pop-up, ormai in via d'abbandono proprio per la reazione negativa suscitata nell'utente. Si passa poi alla pubblicità assertiva, che consiste nel mostrare un annuncio pubblicitario prima dell'approdo dell'utente sul contenuto richiesto. La più classica, è comunque la pubblicità periferica, che è quella che compare ai lati, sopra o sotto il contenuto che state visualizzando. Infine, la pubblicità interna, il cui esempio più classico è quello dei contenuti sponsorizzati nei motori di ricerca come Google.

Gli strumenti pubblicitari online

Display advertising

Per quanto riguarda invece gli strumenti utilizzati per veicolare la pubblicità, il più diffuso è probabilmente il display advertising, attraverso il quale sul nostro computer compaiono immagini, foto, video, banner e altre grafiche. Nella maggior parte dei casi si tratta di contenuti targettizzati attraverso i cookies, che sono identificatori unici di uno specifico computer, che permettono quindi di capire alla perfezione quale sia la pubblicità più adatta ai noi. I dati raccolti dai pubblicitari sulla nostra attività online infatti permettono di avere una panoramica molto dettagliata di quali sono i nostri gusti e abitudini. All'interno degli strumenti di display advertising, troviamo i classici web banner, le pubblicità grafiche che compaiono all'interno della pagina che stiamo visitando. Ci sono poi i pop-up, noti soprattutto per il fastidio che creano all'utente che se li trova comparire all'improvviso e deve poi chiuderli uno a uno (spesso e volentieri sono infatti più di uno) e che per questa ragione si stanno rapidamente estinguendo. Più diffusi sono ormai i "floating ads": nel momento in cui accediamo a un contenuto che abbiamo richiesto, compare a coprire il contenuto in questione una pubblicità "sovraimposta", che dopo qualche secondo scompare o si riduce. Simile è il meccanismo dell'"expanding ad": una piccola pubblicità spesso a lato del contenuto, che però si espande quasi a tutta pagina dopo un po' di tempo che trascorriamo sulla pagine o nel momento in cui passiamo il mouse sopra. Infine, i "text ads": parole evidenziati e contenenti un link che rimandano a qualche azienda che ha pagato appositamente per quella parola.

Search engine marketing

L'obiettivo principale di questo insieme di tecniche di marketing è quella di apparire nelle migliori posizioni possibili sui motori di ricerca nel momento in cui, se possediamo uno store online di scarpe, qualcuno usa le parole chiave "negozi di scarpe". Per ottenere questo risultato si può fare affidamento alle tecniche SEO (search engine optimization), che hanno esattamente lo scopo di piazzare nella migliore posizione possibile l'azienda interessata. Tecniche troppo complesse per trattarle nello specifico in questa sede, ma che vengono offerte anche da società specializzate e che ingaggiano una continua lotta contro gli algoritmi dei motori di ricerca, che sempre più puntano a penalizzare i contenuti di scarsa qualità. Le ricerche sponsorizzate consentono invece a un'azienda di essere inclusa nelle principali posizioni offerte da un motore di ricerca semplicemente pagando per determinate parole chiave (e la cosa, comunque, viene sempre segnalata). Questo tipo di pubblicità è spesso venduta attraverso aste in tempo reale, in cui le aziende interessate a farsi pubblicità fanno vere e proprie offerte per determinate parole chiave.

Social media marketing

Il social media marketing è sempre di più un mondo a parte dell'online advertising, che funziona con logiche peculiari e che fa della viralità lo scopo ultimo da perseguire. Una caratteristica fondamentale è quella di permettere alle aziende di ottenere feedback, di creare canali di comunicazione diretti con i clienti (basti pensare alle pagine Facebook delle singole aziende), di fare sondaggi, di instaurare un dialogo. Il concetto è che non basta più offrire un contenuto pubblicitario, ma bisogna far interagire azienda/prodotto e cliente. Il che ovviamente comporta anche dei rischi, visto che non è assicurato che i feedback siano positivi o che non vengano messi in pratica atti di sabotaggio causati dai più svariati motivi. Nel complesso, il punto centrale dei social media marketing è quello di generare "buzz", che è poi l'equivalente virtuale del passaparola, la più antica tecnica di comunicazione pubblicitaria che è ritornata all'avanguardia proprio grazie ai social network.

Native advertising

Concludiamo questa veloce carrellata con quella che è la tecnica pubblicitaria di cui, al momento, si sta più discutendo: il native advertising. La ragione per cui se ne parla è duplice: da una parte questa forma pubblicitaria potrebbe essere sempre più la soluzione delle testate digitali per assicurarsi una fonte di introiti più consistente, dall'altra crea non pochi problemi etico-deontologici (quando questa pubblicità è ospitata su testate giornalistiche). Questo tipo di pubblicità assume infatti l'aspetto dei contenuti sui quali è ospitata, ed è non immediatamente riconoscibile dai contenuti non pubblicitari, oltre a essere spesso scritta dagli stessi giornalisti che per quella testata lavorano. Si tratta della versione online del vecchio publiredazionale, quindi? Più o meno, anche se non mancano le differenze: l'inserzionista viene sempre indicato (mentre nel publiredazionale è spesso mascherata quando) e spesso non si tratta di pubblicità, ma di veri e proprio articoli (questo più che altro nel mondo anglosassone) "sponsorizzati" da determinate aziende. Inoltre non sono solo i media giornalistici a utilzzare questo formato, che si trova anche nei "promoted post" di Facebook o nei "promoted tweet" di Twitter. L'obiettivo ultimo è quello di rendere la pubblicità meno intrusiva, meno distinguibile dal resto dei contenuti e in definitiva di aumentare la percentuale di click sull'annuncio rispetto a quelli generati dalla pubblicità classica.

Samsung And Barnes & Noble Make Announcement On New Joint Device

  • shares
  • +1
  • Mail