Imposta di successione in Italia: legge da cambiare per l'UE

Bruxelles chiede a Roma di risolvere a stretto giro la questione: "normativa discriminatoria".

Alla commissione dell'Unione europea non convince il regime dell'imposta di successione in Italia, abolita nel 2001 dal governo Berlusconi e ripristinata nel 2006 da quello Prodi, suggerendo all'esecutivo attualmente in carica di provvedere a correggere la legislazione fiscale sulle eredità.

Secondo la commissione europea infatti la normativa attualmente in vigore è discriminante nei confronti dei lasciti alle organizzazioni senza scopo di lucro di un altro Stato membro dell’Unione e dello spazio economico europeo.

La legge italiana per come è adesso prevede che i lasciti a organizzazioni senza scopo di lucro italiane che hanno obiettivi sociali o di interesse pubblico siano esentasse. Ciò non vale però se tali organizzazioni appartengono a un altro Stato membro dell'Unione europea. Da qui la discriminazione su cui la commissione ha accesso le luci.

Nel caso in cui le organizzazioni del no profit con sede sul territorio nazionale non siano italiane, sono esentate dalle imposte solo in caso di reciprocità, ovvero anche se il Paese estero permette un’esenzione alle organizzazioni senza scopo di lucro italiane. Quindi in sostanza serve un accordo bilaterale, altrimenti si applica un’imposta di successione uguale all’8% del valore del lascito.

Bruxelles chiede dunque a Roma di dare spiegazioni in merito e soprattutto di risolvere a stretto giro la questione.

eredità

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