Francia: il governo dice stop all’austerità, deficit-pil oltre 3% fino al 2016

La volontà: "è quella di adattare il risanamento dei conti pubblici alla situazione economica". Un mutamento di rotta che rischia di fare proseliti nell'Unione e che di certo non può piacere a Bruxelles.

La Francia dice stop all’austerità imposta all’Europa dalla cosiddetta trojka (Bce, Commissione UE e FMI, anche se quest’ultimo ora la pensa diversamente) e sostenuta dagli Stati falchi del rigore dell’eurozona, Germania in testa.

Il governo francese, con un sussulto di sovranità nazionale, ha deciso infatti:

di adattare il ritmo della riduzione del deficit alla situazione macro economica del Paese.

Tradotto: non rispetteremo il vincolo di un rapporto deficit-pil sotto il 3%. E non solo per quest’anno.

Ad annunciare che il governo si pone al di fuori dei vincoli di bilancio europei è stato il ministro francese dell'Economia e delle Finanze Michel Sapin oggi durante la sua audizione in Commissione Finanze dell'Assemblea nazionale (la Camera bassa francese):

Garantiamo la serietà ma rifiutiamo l'austerity che sarebbe negativa per la nostra economia.

Parlando della prossima legge finanziaria Sapin ha spiegato che nel 2014 il rapporto deficit-pil della Francia sarà pari al 4,4%, nel 2015 al 4,3% e nel 2016 al 3,8%.

Il governo francese deve dunque fare dietro front rispetto alla promessa di qualche mese fa di tornare sotto la soglia del 3% prevista dal Patto di stabilità e di crescita europeo:

"La nostra politica economica non cambia ma il nostro deficit si ridurrà più lentamente a causa della debole crescita che si registra in Europa e in Francia. Non decidiamo nuove misure perché avrebbero effetti negativi sulla crescita e sull'inflazione".

Secondo il ministro alle finanze transalpino la situazione economica in Francia e in Europa "è delicata":


dobbiamo far fronte a una crescita nell'area dell'euro debole, troppo debole. L'attività economica non ha ancora recuperato il suo livello di sei anni fa.

Senza contare che l'inflazione:

è a un livello storicamente basso e solo all'orizzonte 2017 dovrebbe tornare a un'inflazione nell'area dell'euro intorno al 2%. E questo nonostante le buone decisioni prese dalla Bce.

Altro problema è la disoccupazione che nel Vecchio continente:

resta estremamente elevata visto che nell'area dell'euro è superiore al 10% e la disoccupazione giovanile supera il 20% nella metà degli Stati membri

Secondo Sapin gli unici elementi che inducono all'ottimismo in questa fase sono:

il deprezzamento dell'euro e il calo del prezzo del petrolio.

Sul fronte della politica monetaria europea la Bce:

deve continuare a sostenere la domanda, le riforme strutturali e gli investimenti devono servire a sostenere l'economia.

Perciò il ministro ritiene che:

il trend di consolidamento del bilancio deve essere adattato alla situazione economica che si registra nell'area dell'euro e nei singoli Paesi.

Un mutamento di rotta che potrebbe fare proseliti nell'UE e che di certo non può piacere a Bruxelles.

Nonostante questo quadro economico difficile, sottolinea Sapin, il governo francese manterrà la sua strategia economica e rispetterà i suoi impegni che prevedono 50 miliardi di euro di risparmi entro il 2017, 21 dei quali saranno risparmiati già nel 2015.

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