Un computer ci curerà: arrivano le diagnosi online

Diagnosi online Figli informatizzati si un'era tecnologica stiamo progressivamente assumendo sembianze virtuali che cambiano non solo il nostro status di cittadini (v. le elezioni via Web in Estonia) ma anche di degenti. E' di qualche tempo fa la notizia di un progetto pilota in alcune province italiane per la sperimentazione di un bancomat del farmaco che comportava indirettamente l'apertura alla possibilità di ricevere ricette a distanza e tramite il Web.
Il progresso del mondo del farmaco non si ferma qui ma procede a vele spiegate verso la diagnosi online.
L'ex-numero 1 di Aol, Steve Case, avrebbe infatti recentemente lanciato un nuovo sito dal nome emblematico: Revolution Health con il quale si forniscono servizi informativi e medici personalizzati su abbonamento (100 dollari l'anno). Il portale si caratterizza per il suo spirito partecipativo e per la sua apertura alla logica del Web 2.0, costituendo un forum per addetti ai lavori e profani al fine di stimolare il confronto di opinioni da un lato e consigli professionali dall'altro.
Quale sarebbe il valore aggiunto? La possibilità di mettere a disposizione consulenze assicurative nonché cartelle cliniche.
Partecipe alla grande scommessa sulla salute via Web anche Microsoft che riesce ad appropriarsi quasi in contemporanea di un motore di ricerca sulla saluta: Medstory.

Non è naturalmente frutto di un magnanimo desiderio filantropico bensì di un'attenta indagine di mercato l'investimento in esperimenti di e-Health che secondo sondaggi tutti americani andrebbero a realizzare il desiderio del 47,1% dei pazienti di avere un sostegno online a curiosità e dubbi. Circa la metà dei degenti americani sarebbero disposti a pagare un tale servizio tra i 10 e i 50 Euro… perché quindi non assecondare le volontà di un malato?!

Lasciate le sponde atlantiche cosa succede nel piatto Mediterraneo? Se 1 italiano su 2 è a parole favorevole a visite mediche online, nei fatti solo il 36% del campione (contro il 44% degli americani) utilizza effettivamente il Web per ottenere informazioni mediche! Rimane comunque considerevole il dato relativo alle ricerche via Web sulla salute, circa il 26% del totale. Se da noi il pagamento di una visita virtuale è piuttosto improbabile per motivi culturali non è tuttavia da escludere l'utilità del consulto via Web, già presente in Europa con discreti risultati. Basti pensare al sito francese doctissimo.fr, una specie di enciclopedia medica online con forum di discussione annessi e connessi, che ha raddoppiato il proprio traffico di anno in anno. In Italia al momento ci dovremo accontentare di siti informativi con piccoli spazi di interattività (Farmacittà).

Inutile dire che la facilità con cui l'e-health a preso piede negli States è fortemente correlata alla peculiarità del sistema sanitario nazionale e non è necessariamente replicabile in Italia dove fortunatamente vige uno dei migliori sistemi medici al mondo e dove la copertura assistenziale è garantita, ticket del pronto soccorso a parte, a tutte le fasce sociali indipendentemente dal reddito!

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