Mimosa: dal campo alla finestra rincari fino a 5-6 volte

mimosa Tutta colpa del clima che ha fatto fiorire le mimose già da un mese.

Risultato? Quest'anno gli italiani per festeggiare le loro donne dovranno mettere mano al portafogli.

I pronostici della CIA (non il servizio segreto americano ma la Confederazione italiana agricoltori) prevedono che oggi gli italiani acquisteranno circa 15 milioni di ramoscelli per un totale che oscilla tra i 45 ed i 50 milioni di euro.

“Le temperature miti dell’autunno, soprattutto, hanno provocato una precoce fioritura della mimosa, in anticipo di circa un mese. E questo -avverte la CIA- sarebbe stato un vero dramma se non fosse intervenuta la mano sapiente, la professionalità dei floricoltori che, proprio al momento della fioritura, hanno raccolto il prodotto e immagazzinato in speciali locali per conservarlo fresco e pronto per essere venduto l’8 di marzo”.

“I prezzi al consumo dovrebbero variare dai 3-6 euro a ramoscello ai 15-18 euro a mazzetto – fa sapere la CIA- . Quotazioni che, tuttavia, sono fortemente “gonfiate” rispetto alla produzione dove, come avviene per altri prodotti agricoli, i listini sono sensibilmente più bassi. Dal floricoltore al consumatore ci possono essere, infatti, aumenti anche di 5-6 volte.

A questo si aggiunge il rischio di comprare, molte volte, prodotti venduti da abusi e che non hanno alcun controllo nella filiera”. “Ovviamente, il clima anomalo di quest’anno ha causato non pochi problemi, ma -rileva la Cia- i nostri produttori sono riusciti lo stesso a superarli e in questi giorni sono in grado di garantire le mimose su tutti i mercati italiani, contrastando la stessa concorrenza estera”.

La produzione di mimose risponde così alle esigenze dei consumatori. E, quindi, non dovrebbero esserci neanche rincari. Non ci sono, infatti, elementi che giustificano aumenti, poiché le quotazioni all’origine sono stabili da 5 anni e non c’è, oltretutto, carenza di prodotto sui mercati. Di conseguenza, la Cia avverte i consumatori ad acquisti oculati, diffidando di chi cerca solo di speculare, facendo lievitare artificiosamente i prezzi.

“L’8 marzo -ricorda la Cia- si venderanno oltre 18 milioni di ramoscelli di mimosa, per oltre il 90 per cento prodotta in Liguria. Solo ad Imperia (per essere precisi zona Capo mimosa frazione di Cervo) se ne sono prodotte più di 150 mila scatole (ogni confezione contiene più di 3 Kg di mimose). Una produzione che vede impegnate circa 2000 aziende con una superficie coltivata che si aggira a 550 ettari.

Destino beffardo per la mimosa, introdotta in Italia da Sud America e Australia all’inizio dell’800 favorita dal clima che ora la tradisce. (leggi)

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