Tfr in busta paga, ma solo a chi lo vuole: il nuovo piano del governo Renzi

A febbraio arriverebbe un doppio stipendio. Il premier prova a convincere le imprese con un fondo apposito costituito da banche e cassa depositi.

Del tfr in busta paga si è parlato tantissimo, ma sembrava che fossero state tutte chiacchiere al vento, dopo l'ultima retromarcia decisa dal governo in seguito alle lamentele delle imprese (che con quei soldi si finanziano). A quanto pare, però, il primo ministro ci tiene più di quanto potesse sembrare e ha così deciso di tornare all'attacco, prima spiegando per quali ragioni il trattamento di fine rapporto è paternalistico, a suo modo di vedere, e poi presentando un nuovo piano che potrebbe essere più digeribile dalle imprese.

Partiamo dalle basi: il tfr che viene accantonato è pari a uno stipendio mensile all'anno (più o meno), soldi che potrebbero venire "anticipati" spalmando la somma sugli stipendi dell'anno intero oppure raddoppiando uno stipendio solo, quello di febbraio, per la precisione. I vantaggi per il governo, ovviamente, arrivano soprattutto sotto forma di tasse: le nuove entrate vanno da un minimo di 1,7 miliardi fino a un massimo di 5,6 miliardi. Risorse che andrebbero poi investite per la crescita. Per evitare che il tfr in busta paga faccia schizzare verso l'alto i redditi Isee e le aliquote fiscali con tutto ciò che comporta, bisognerà comunque intervenire. Altrimenti la cosa rischia di essere svantaggiosa anche nell'immediato.

E le imprese, perché dovrebbero vedere la misura con meno ostilità? Da quel che si capisce, l'idea è di "rendere l'operazione neutra con un meccanismo di anticipazione e traslazione del credito maturato dai lavoratori dalle imprese alle banche". Così la spiega Repubblica, almeno. L'erogazione, insomma, verrebbe finanziato da un "fondo anticipo tfr" costituito dalle banche e dalla Cassa depositi e prestiti, in modo che per le imprese non cambi nulla.

Il punto fondamentale, di una misura che comunque resta molto difficile da potare a termine, è quello della volontarietà. Ogni lavoratore avrà modo di decidere se ricevere il trattamento di fine rapporto ora o alla fine della sua carriera lavorativa; e potrà anche decidere se ricevere il tfr in diverse tranche mensili o in un'unica soluzione a febbraio. In questo modo chi vuole liberarsi dello stato-mamma sarà libero di farlo, chi si sente al sicuro sotto la coperta del tfr non dovrà rinunciarvi; ma le tante complicazioni di questa misura fanno pensare che la strada intrapresa vada verso un vicolo cieco.

Tasse estate 2014

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