Tasse sulla casa, in Italia la fiscalità immobiliare più alta del mondo

Le tasse sulle proprietà immobiliari sono letteralmente esplose dal 2011 a oggi. Confedilizia chiede l’abbassamento delle rendite catastali

L’escalation dei Governi Monti, Letta e Renzi hanno portato la tassazione sugli immobili a livelli che non hanno eguali in Europa nel mondo: l’Italia è fra i primi paesi al mondo per le tasse sulla casa. Numeri che hanno spinto Confedilizia a proporre che le rendite fiscali vengano abbassate in modo significativo in modo da dare un segnale di fiducia ai proprietari immobiliari.

Nel 2011 prima dell’avvento di Monti e dell’Imu, la pressione fiscale era in linea con l’Europa, cioè allo 0,7% del Pil. Con l’introduzione dell’Imu la tassazione è più che raddoppiata arrivando all’1,5%, mentre in Europa è salita allo 0,8%.

Se si sommano le imposte indirette la fiscalizzazione pesa per il 2,2% rispetto al Pil contro l’1,2% della media Ue.

Se si prendono i Paesi Ocse l’Italia è quarta dietro a Stati Uniti, Francia e Regno Unito, tutti paesi in cui l’elevata tassazione sugli immobili è compensata da una tassazione complessiva sul reddito meno elevata.

In Italia la tassazione globale sul reddito e sugli immobili vale il 15% del Pil, mentre negli altri paesi oscilla fra l’8 e il 10%.

Confedilizia non si limita a denunciare, ma propone al Governo una riduzione delle rendite catastali stimabile in 700-800 milioni, una boccata d’ossigeno per i proprietari d’immobili che fra Imu, spese di gestione, di manutenzione e straordinarie e tasse sugli affitti si ritrovano con immobili che da voci di guadagno sono diventate in pochi anni voci in passivo.

Un taglio sulle rendite catastali sarebbe, secondo il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, "un segnale di fiducia molto efficace".

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Via | Sole 24 Ore

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