FMI: per l'Italia futuro economico non radioso e nemmeno sereno

L'ultimo Fiscal monitor del Fondo monetario internazionale dipinge a tinte fosche il futuro del Belpaese.

Il Fondo monetario internazionale peggiora le previsioni sui conti pubblici italiani. Nell'ultima edizione del Fiscal monitor il rapporto tra deficit e Pil è previsto al 3% quest'anno e al 2,3% nel 2015, mentre le stime di aprile parlavano di disavanzo del 2,7% nel 2014 e dell'1,8% l'anno dopo.

Il debito pubblico lordo dovrebbe attestarsi secondo il Fmi al 136,7% del Pil nel 2014, dal 132,5% del 2013, e al 136,4% nel 2015 contro la precedente stima al 134,5% nel 2014 e al 133,1% l'anno successivo.

L'Italia quindi:

alle condizioni attuali, non è un Paese con prospettive di crescita tali da poter avere un futuro economico non già radioso ma nemmeno sereno

ha detto Andrea Montanino, direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, a margine della presentazione del rapporto dell'Istituto sull'Italia.

Il nostro sistema economico si basa su canali di finanziamento troppo legati al credito bancario. Invece si dovrebbe.

puntare più incisivamente sul mercato dei capitali

secondo Montanino:

siamo "bancocentrici" ma esistono altri strumenti, negli Usa il private equity a dimensioni nove volte superiori a quelle che ha in Europa.

Diffuse le stime, il capo del dipartimento Affari fiscali del Fondo monetario internazionale, Vitor Gaspar ha commentato da Washington che l'Italia:

ha bisogno di una riforma strutturale complessiva che coinvolga la pubblica amministrazione, il funzionamento del sistema giudiziario, il mercato del lavoro, il mercato dei servizi e anche le privatizzazioni

Gaspar, ha poi sottolineato che il Paese:

sta crescendo molto poco da parecchi anni, non solo negli ultimi.

Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, aprendo il vertice dell'istituto a Washington ha parlato del contesto generale, spiegando che la ripresa dell'economia globale dalla "Grande Recessione" è diseguale e fragile in un quadro caratterizzato da un'elevata disoccupazione:


L'economia globale si trova di fronte al rischio di una crescita persistentemente sotto i trend accompagnata da un'elevata disoccupazione e da un aumento delle diseguaglianze, c'è un rischio molto concreto che il mondo possa restare intrappolato per un po' di tempo in livelli di crescita mediocri.

Poi:

una preoccupazione particolare è la disoccupazione giovanile.

Secondo i dati Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) ricordati dal Lagarde i disoccupati dall'inizio della crisi sono cresciuti di 30 milioni di unità per un tasso di disoccupazione medio che nelle economie sviluppate è arrivato all'8,5% dal 5,8% pre crisi.

La disoccupazione giovanile globale è al 13%, circa 74 milioni di giovani

ha aggiunto la direttrice del Fmi. Due giorni fa il Fondo aveva confermato che l'Italia chiuderà il 2014 in recessione (-0,2%) per il terzo anno consecutivo, unico paese del G7 in questa situazione.

  • shares
  • +1
  • Mail