Ripresa economica e crescita, Draghi all'FMI: "Più debole delle attese"

L'allarme di Mario Draghi a Washington: "Ripresa più lenta del previsto". E invoca le riforme laddove serve la crescita

Non sono splendide le notizie che arrivano dal vertice dell'FMI (Fondo Monetario Internazionale) che si tiene in queste ore a Washington: ieri è stato il turno del governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi, che ha fatto il punto sui dati macroeconomici globali e lanciato un allarme che preoccuperà certamente i mercati che apriranno lunedì mattina.

Secondo Draghi, che ha rivolto l'ennesimo appello ai paesi dell'Eurozona affinchè varino quelle necessarie riforme politiche che ne attestino il cambio di velocità sul fronte economico, la ripresa globale sarebbe più debole del previsto, più di quanto si poteva immaginare sei mesi fa.

Incontrando i presidenti delle banche centrali del G20 Draghi ha ribadito l'importanza di riforme strutturali sopratutto per i paesi che necessitano di uscire dalla recessione con più fiducia nei mercati e l'inizio di un vero percorso di crescita economica: una necessità sulla quale la Bce ha promesso di intervenire.

"C'è accordo sul fatto che la politica monetaria debba continuare a sostenere la ripresa in corso. [...] la Bce è pronta a ulteriori azioni se necessario, è pronta ad agire nell'ambito del suo mandato".

Anche Ignazio Visco, governatore di Bankitalia e sempre più allineato e vicino alle posizioni di Mario Draghi, si è detto preoccupato, in particolare sul rischio di bolle finanziarie speculative dovute ai tassi d'interesse sui titoli, particolarmente vantaggiosi.

Nel corso della conferenza stampa congiunta con il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, Visco ha poi assicurato come, a proposito dei 67 miliardi di euro che avrebbero preso il volo, non ci sia alcuna fuga di capitali dall'Italia. Una risposta alla piazza del Circo Massimo, scaldata ieri da Beppe Grillo proprio su questo tema.

"C'è bisogno di politiche attive e c'è necessità di un sistema di sicurezza per chi perde il lavoro in un contesto di forte transizione come quello attuale. E mi sembra che questo nella riforma ci sia".

ha spiegato ieri il governatore di Bankitalia.

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