Farmaci generici low-cost: il risparmio in pillole

Farmaci generici Nasce da un'idea ma si sviluppa solo dopo numerosi esperimenti di laboratorio, la vita di una pillola è certamente più complessa e costosa di quel che si immagini. Prima di approdare sul bancone delle farmacie i medicinali attraversano lunghe e complesse, spesso travagliate, fasi di sperimentazione.
Si stima che in media un farmaco nasca a livello commerciale solo dopo 10-12 anni di "testaggio": costa scoprirlo e farlo nascere isolandolo da altre sostanze simili ma meno interessanti. Costa produrlo in piccole quantità per provarne efficacia e tollerabilità. Costa studiare le forme farmaceutiche migliori per individuare la più adatta.Costa, infine, raccogliere il materiale ed intraprendere la procedura di registrazione presso le diverse Autorità. Ed ancora non abbiamo affrontato alcuna spesa commerciale.

Per ammortizzare questa valanga di spese le aziende farmaceutiche ricorrono alla protezione brevettuale che in genere però non supera i 20 anni. Cosa succede dopo questo periodo al farmaco? Non va certo in pensione ma nasce a seconda vita con l'etichettatura di generico.

Cosa sono i farmaci generici?

Si tratta di farmaci equivalenti al prodotto originale di cui è scaduto il brevetto (la protezione brevettale ma uguali in tutto e per tutto ai rispettivi prodotti che si fregiano di un nome commerciale, ma che in Italia costano - secondo il testo della L.425, 8 agosto 1996, - almeno il 20% in meno.

In Italia la categoria dei farmaci equivalenti esiste fin dal lontano 1996 eppure ancora oggi passano quasi completamente inosservati. I farmaci generici non hanno avuto il successo sperato, soprattutto all'inizio della loro comparsa. I consumatori sono fondamentalmente ancora diffidenti nei loro confronti, eppure essi sono in tutto e per tutto identici ai farmaci di marca.

Una spinta all'acquisto di questi farmaci si avuta nel 2001, quando il Ministero della Salute offrì il rimborso dei farmaci di classe A soltanto ai generici, mentre non c'era rimborso per chi utilizzava quelli di marca.

Nonostante i primi timidi tentativi l'Italia non accoglie favorevolmente gli alter ego farmaceutici delle pillole di marca perdendosi l'opportunità di considerevoli risparmi.
Se da noi infatti si vende tra il 6% e il 7% di farmaci "non branded" in Olanda il totale dei generici venduti si avvicina al 50%, mentre nel Regno Unito al 40%, in Danimarca al 37%, in Germania al 30%, e in Francia oltre il 10% (v. articolo).

Diffidenza o disinformazione? Non sembra solo un problema dal lato consumatore quello che riguarda la bassa diffusione dei farmaci generici nel nostro paese quanto una deficienza legislativa. Mancano infatti politiche di sostegno ed incentivazione per la produzione e vendita dei generici a seguito della scadenza del brevetto.
Eppure, i generici si comportano proprio allo stesso modo dei farmaci di marca: si acquistano in farmacia, sia quelli con ricetta, che i farmaci OTC, e sono piuttosto diffusi; molti farmaci, infatti, hanno il loro "alter ego" generico. Gli italiani devono soltanto imparare a conoscerli.

Non è comunque facile determinare quali e quanti siano i generici disponibili nelle farmacie italiane dal momento che oltre ai farmaci generici "puri" (cioè chiamati col nome della molecola, come previsto dalla legge) esistono medicinali con un marchio (branded) che contengono un principio attivo non più coperto da brevetto e che sono sempre più economici rispetto all'originale
A tal proposito esiste comunque un utile sito che permette la ricerca dell'equivalente generico con la comparazione di prezzo rispetto al prodotto "firmato"

Etinette, la pillola low cost

In occasione della festa della donna è stata lanciata una nuova pillola anticoncezionale del tipo "no branded", Estinette, a basso dosaggio ormonale assolutamente bioequivalente alle altre pillole contraccettive: 20 Y di etinilestradiolo e 75 Y di gestodene, stessa efficacia contraccettiva, stesso controllo del ciclo stessa tollerabilità, solo con un prezzo significativamente più basso: 6,75 euro, inferiore del 40 % rispetto agli altri prodotti "griffati".
Il farmaco generico in questione potrebbe generare un risparmio annuo stimabile in circa 20 milioni per le donne che ne faranno uso senza diminuire l'efficacia della terapia

Magro seppur significativo risultato dal momento che nell'ambito delle pillole anticoncezionali in Francia l'80 per cento delle pillole vendute è un generico!

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