Grilli: imposte ridotte dalla legge di stabilità

Non ha dubbi Vittorio Grilli, ministro dell’Economia e delle Finanze. Ieri durante un’audizione parlamentare ha detto che il ddl stabilità licenziato dal governo:

"riduce senza dubbio le imposte. (...) Non bisogna dimenticare che senza questa legge di stabilità l'Iva salirebbe di due punti".

Secondo la relazione tecnica dell’esecutivo il ddl prevede riduzioni d'imposta complessive per 2,36 miliardi nel 2013 e per un miliardo nel 2014, ma nel 2015 cittadini e imprese dovranno versare 302 milioni di tasse in più. L’intervento sull’Iva peserà sui cittadini-contribuenti per 3,28 miliardi nel 2013 e 6,56 miliardi dal 2014.

Per questa via il governo intende compensare in larga parte il taglio Irpef previsto dal primo gennaio 2013 per le aliquote più basse (di un punto). Altre risorse saranno recuperate, salvo modifiche in Parlamento, dal taglio retroattivo agli sconti fiscali.

Così, considerando l'aumento dell'Iva, il saldo tra maggiori e minori entrate fa aumentare la pressione tributaria di 921 milioni circa nel 2013, di 5,5 miliardi nel 2014 e di oltre 6 miliardi di euro nel 2015. Altro che tasse ridotte. Il governo, ha detto Grilli nel corso del question time di ieri al Senato, è intervenuto su tre ambiti:

“ha agito su tre assi: l'Iva, l'Irpef e gli incentivi ai salari legati alla produttività. Questa è stata la nostra proposta, è chiaro che il Parlamento potrebbe agire solo su un asse''.

Secondo Grilli il governo ha perseguito un obiettivo di equità sociale, in aiuto della classi più deboli, esemplificato dal fatto che le prime due aliquote Irpef non vengono toccate da alcuna revisione per i tagli alle detrazioni fiscali.

Foto © Getty Images

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