FCA scorpora Ferrari e ne quota il 10% a Wall Street

E così si spiegherebbe anche la ragione della "cacciata" di Montezemolo.

FCA scorpora Ferrari e si prepara a quotarne in borsa un 10%. Per la società ex Fiat che ha ormai legami con tutti i paesi ma sempre meno con l'Italia, la borsa di destinazione non poteva certo essere quella di Piazza Affari. E infatti il Cavallino sarà quotato a Wall Street. L'annuncio ufficiale delle due mosse è arrivato ieri sera, dopo la riunione del primo consiglio d'amministrazione della società a Londra.

Il consiglio di amministrazione, nell'ambito di un piano per la realizzazione di una struttura di capitale appropriata a sostenere lo sviluppo di lungo termine del gruppo, ha autorizzato la separazione di Ferrari da Fca. La separazione verrà attuata attraverso l'offerta pubblica di una parte della partecipazione di Fca in Ferrati pari al 10% e la distribuzione della rimanente partecipazione di Fca in Ferrati agli azionisti di Fca".

L'operazione sarà conclusa entro il 2015, dovrebbe portare nelle casse di Fca circa 4 miliardi di euro e permettere, con questa iniezione di capitale, il tanto atteso rilancio di Alfa Romeo (fondamentale soprattutto per la sopravvivenza degli stabilimenti italiani). Marchionne rimarrà comunque alla guida di Ferrari, di cui verrà in ogni caso - stando a quanto viene detto - preservata l'italianità.

Ma uno degli aspetti più interessanti è che proprio in seguito alla notizia dello scorporo di Ferrari da Fca si capirebbe meglio la ragione dietro alla "cacciata" di Montezemolo dalla presidenza della casa di Maranello. Spiega Repubblica:

"Ma non era proprio la difesa dell'autonomia di Ferrari uno dei cavalli di battaglia dell'ex preidnte, una delle ragioni del dissidio che lo avevano spinto a dichiarare: "Vogliono trasformarci in un'azienda americana"? E che cosa c'è di più autonomo dello scorporo della Rossa da Fca? Marchionne ha dichiarato ancora ieri: "Preserveremo l'italianità della Ferrari". le cose potrebbero non essere così semplici. Montezemolo non sarebbe stato contrario allo scorporo, ma al fatto che la nuova società venisse quotata a New York, come Fca, con tutti gli obblighi di trasparenza che impone la borsa americana e che potrebbe andare stretti a una società di Formula 1".

Non solo, attraverso lo scorporo, gli Agnelli e Piero Ferrari - in seguito a manovre finanziarie legate alla proprietà di Ferrari - si troverebbero con in mano il 34% del Cavallino. Se, come avviene in Fca, le azioni di lungo corso avranno voto doppio, questo significa che gli Agnelli e il vicepresidente del Cavallino potrebbero controllarlo agevolmente senza temere scalate.

US-ITALY-AUTOMOBILE-STOCKS-FIATCHRYSLER

  • shares
  • +1
  • Mail