Tasse sulla casa: evasi 3,8 miliardi tra Tasi e Imu

La stima della capacità fiscale dei comuni italiani è stata introdotta con l’articolo 14 del dl numero 16 del 2014.

Il conto della tasse sugli immobili, Imu e Tasi, evase è pari a 3,8 miliardi di euro. Tanto manca nella case degli enti locali per le imposte su prime e seconde case, non versate dai contribuenti, per una cifra pari a un quinto del gettito teorico.

A fornire l'ammontare dell'evasione relativa alla tassazione immobiliare è un report sulla capacità fiscale degli enti locali nelle regioni a statuto ordinario, studio predisposto da un gruppo di lavoro istituito presso il Ministero dell'economia costituito dai tecnici del Dipartimento finanze, della Ragioneria generale dello stato, di Sose e Anci-Ifel.

Secondo l'analisi, come riporta ItaliaOggi, ogni residente in media paga o meglio dovrebbe pagare ai comuni 604 euro all’anno di tasse locali, con il 50% della capacità fiscale che è prodotta dalle tassazione sugli immobili. L'obbligatorietà di una stima della capacità fiscale dei comuni italiani è stata introdotta dall’articolo 14 del dl numero 16 del 2014.

La norma dispone che sarà versato ai comuni il 10% del Fondo di solidarietà comunale in base alle capacità fiscali e al calcolo dei fabbisogni standard. L'analisi, che fa leva sulle le best practice internazionali in ambito statistico, misura l’ammontare delle entrate tributarie che un ente locale potenzialmente può ottenere, a seconda delle basi imponibili e delle aliquote fiscali attualmente vigenti per legge.

Lo studio prende in esame la tassazione immobiliare, l’addizionale comunale all’Irpef, la tassa per la raccolta e smaltimento dei rifiuti e le entrate residuali come ad esempio l'imposta di soggiorno, di sbarco, quella sulla pubblicità.

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