Legge di Stabilità, Bankitalia: "Giudizio positivo, ma Tfr in busta paga mette le pensioni a rischio"

Secondo la Banca d'Italia la soluzione del Tfr in busta paga può essere solo temporanea.

Continuano le audizioni presso la Commissione Bilancio di Camera e Senato sulla Legge di Stabilità 2015. Oggi è toccato alla Banca d'Italia che ha espresso il proprio parere attraverso le parole del vicedirettore Luigi Signorini.

Secondo Palazzo Koch il commento sulla manovra finanziaria è tutto sommato positivo poiché evita la spirale recessiva, tuttavia richiama l'attenzione su un punto in particolare, ossia quello relativo alla possibilità per i lavoratori di ottenere il Tfr in anticipo in busto paga. Bankitalia ritiene che questo provvedimento possa essere solo temporaneo (tre anni come previsto dalla legge di Stabilità) perché altrimenti viene alimentato il rischio che in futuro il lavoratori a basso reddito che vi aderiscono si ritrovino con pensioni non adeguate.

La Banca d'Italia ritiene che sia giustificato il rallentamento nel processo di aggiustamento dei conti pubblici che viene proposto dalla manovra, perché occorre considerare l'eccezionale profondità e la durata della recessione. Inoltre viene considerata "significativa" la riduzione prevista del cuneo fiscale, mentre per quanto riguarda le entrate dalla lotta all'evasione fiscale occorre stimare con cautela i possibili incassi (che secondo il governo sarebbero di 3,5 miliardi). Un altro problema da risolvere al più presto è quello delle clausole di salvaguardia che scatterebbero per svariati miliardi.

Oggi sono state ascoltate anche l'Associazione dei petrolieri e l'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (Ania).
L'Assopetrolieri ha posto l'attenzione sulle clausole di salvaguardia che scatterebbero con il mancato raggiungimento degli obiettivi di tagli alla spesa provocando un aumento dell'Iva e delle accise che si tradurrebbe in una forte perdita di volumi nel settore della commercializzazione e distribuzione dei carburati e dunque sostanzialmente in una perdita di 60mila posti di lavoro.

L'Ania ha sottolineato come il Tfr in busta paga rischi di penalizzare fortemente i giovani "che sarebbero privati di un quadro di sufficienti garanzie per il loro futuro". In generale il giudizio dell'Ania è fortemente negativo e propone un'aliquota del 12,5% contro il 20% della manovra.

L'Unione delle province italiane sarà ascoltata domani, ma intanto il presidente Alessandro Pastacci ha scritto al Parlamento facendo notare che i tagli incideranno sulla spesa di Province e Città metropolitane pari al 51% dei bilanci degli enti, una condizione che non permetterebbe agli enti di continuare ad assicurare l'erogazione dei servizi essenziali.

Banca d'Italia su Manovra 2015

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