Commissione UE: Pil dell'Italia - 0,4% nel 2014, + 0,6% nel 2015

La Commissione Ue rivede al ribasso le stime di crescita dell’Italia: tiepida ripresa solo nel 2015

La Commissione Ue presieduta dal'ex premier finlandese Jyrki Tapani Katainen rivede al rialzo il deficit italiano che sale al 3% nel 2014, e scende a 2,7% nel 2015, ma al ribasso le stime di crescita dell’Italia: -0,4% nel 2014, con una tiepida ripresa nel 2015 stimata a + 0,6% e dovuta all’accelerazione della domanda esterna.

Insomma, più soldi dall'estero: una ripresa di quegli investimenti esteri che da anni i governi italiani che si susseguono tentano nuovamente di attrarre.

Tuttavia non sono buone le notizie che arrivano da Bruxelles: se il Pil strutturale sale a 0,9% nel 2014, per scendere a 0,8% nel 2015 e salire all’1% nel 2016, il tasso di disoccupazione continua a far preoccupare l'Ue: la Commissione che prevede una disoccupazione al 12,6% per il 2014 e 2015, un chiaro segno di depressione che sembra oramai essere cronico nelle analisi sull'Italia.

"La ripresa iniziata nel 2013 resta fragile, lo slancio in molti Stati membri è ancora debole, la fiducia più bassa che in primavera e nonostante le migliori condizioni finanziarie, la ripresa nel 2015 sarà lenta» sia nella Ue che nella zona euro. [...] Rischi al ribasso sulle prospettive di crescita dominano ancora sulla scorta delle tensioni geopolitiche, la fragilità dei mercati finanziari, e il rischio di attuazione incompleta delle riforme strutturali."

ha spiegato il Commissario Katainen in una conferenza stampa di questa mattina. Per la zona euro la crescita è stimata di 0,8% nel 2014 e 1,1% nel 2015, mentre i dati della Germania sono stati bollati come "deludenti": per il 2015 aumento del Pil a +1,1% (ridotto rispetto al 2014, +1,3%) e +1,8% nel 2016. Il Paese resta in surplus, mentre il debito continuerà a calare: 745,5% nel 2014, 72,4% nel 2015 e 69,6% nel 2016.

ITALY-ROME-TRAFFIC-PIAZZA VENEZIA

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