UE: Grecia in crescita, conti in attivo nel 2016. Pil Irlanda +4,6%

Solo 4 paesi dell'Ue, tra cui l'Italia, chiuderanno il 2014 con Prodotto interno lordo negativo.

Mentre la commissione europea taglia le stime sul Pil italiano nel 2015 (il 2014 lo chiudiamo in recessione come gli ultimi due anni) la Grecia - considerata fino all'anno scorso il malato più grave dell'eurozona - torna a crescere e avrà i conti in attivo nel 2016.

Atene, secondo Bruxelles, adesso è pronta a raccogliere i frutti della cura lacrime e sangue imposta al paese dalla troika (Bce, Ue, Fmi) con le rigide politiche di austerità adottate appunto nell'ambito del piano di assistenza di Unione europea e Fondo monetario internazionale.

Secondo la Commissione europea i conti della Grecia torneranno in attivo tra due anni con un avanzo pari all'1,3% nel Pil, il 2014 si concluderà invece con un deficit dell'1,6%, deficit che scenderà allo 0,1% nel 2015.

Il Prodotto interno lordo ellenico mostra una crescita dello 0,6% nel 2014, e salirà del 2,9% nel 2015 e del 3,7% nel 2016. Tra i promossi dalla Commissione europea, anche l'Irlanda. Stamani il vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen, durante le previsioni economiche d'autunno, ha fatto i suoi complimenti a Dublino: si tratta del Paese dell'area euro, uscito da una grave crisi con il sostegno della troika, che cresce di più per un Pil che quest'anno si attesta al 4,6%.

La media Ue del Pil 2014 è in crescita dell'1,3%, dello 0,8% nell'eurozona. Guardando a tutti i 28 paesi dell'Unione europea solo 4, tra cui l'Italia (-0,4%), hanno ancora un Prodotto interno lordo negativo, sono cioè in recessione: Cipro (-2,8%), Finlandia (-0,4%) e la Croazia (-0,7%) che però è fuori dall'euro. Il Pil della Germania cresce quest'anno dell'1,3%, quello francese dello 0,3%, quello spagnolo dell'1,2% e quello portoghese dello 0,9%.

In Grecia si lavora senza stipendio

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