Legge di stabilità: con aumento Iva crollo dei consumi per 65 miliardi

Il centro studi di Confcommercio: Manovra "troppo timida" sul fronte tasse, se sale l'Iva "Inevitabili effetti depressivi su Pil e consumi".

L'aumento dell'Iva ordinaria (oggi al 22%) e delle accise previsto dalle clausole di salvaguardia della legge di Stabilità 2015 (per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017) va scongiurato perché potrebbe determinare un crollo dei consumi delle famiglie italiane pari a 65 miliardi in tre anni, dal 2016-2018.

L'allarme lo lancia l'Ufficio studi di Confcommercio secondo cui la manovra finanziaria del governo Renzi:

"nonostante sia condivisibile nell'impostazione generale, è troppo timida sia nei tagli di spesa che nella riduzione delle tasse".

Il ddl stabilità, oggetto delle puntuali critiche di Bankitalia e Corte dei conti oltre che del mondo sindacale, è destinato:

"portare troppo lentamente fuori dalle secche della bassa crescita il nostro Paese".

Sulla tasse poi, aggiunge Confcommercio:

"la manovra prevede incrementi dell'Iva e delle accise che determineranno un aggravio fiscale con inevitabili effetti depressivi su Pil e consumi".

Proprio quello che l'esecutivo, almeno a sentire gli slogan infarciti di ottimismo del premier, vorrebbe evitare.

Con l'aumento dell'Iva, previsto dalla clausole di salvaguardia a partire dal 2016, secondo i calcoli di Confcommercio nel 2018 la crescita dei prezzi sarà del 2,5% più alta rispetto al 2015.

A proposito di prezzi e consumi, secondo i dati diffusi oggi il tasso di inflazione annua nell'area Ocse a settembre si è attestato all'1,7%, in leggero rallentamento rispetto all'1,8% di agosto. In Italia, in deflazione da agosto 2014, il dato fa registrare un calo tendenziale dello 0,2%, dopo -0,1% del mese precedente.

Palazzo Chigi Renzi nomina manager  Stato

  • shares
  • Mail