La guerra delle pannocchie

Etanolo Mentre in Europa esplodono le città e si spopolano le campagne causa la progressiva urbanizzazione, negli Stati Uniti è da poco iniziata una frenetica corsa all'investimento rurale, vuoi per i continui sussidi statali vuoi per l'importanza strategica di coltivazioni per il bio-carburante. Ed ecco che la politica ecologica planetaria tanto ardentemente propagandata da governi e confederazioni innesca un aumento incotrollato del prezzo dei cereali, in particolare grano e mais, a livelli mai raggiunti prima nell’ultimo decennio, secondo l’ultimo rapporto della FAO Food Outlook.

A risentire del boom della domanda di grano e mais anche il mercato immobiliare come menzionato da un interessantissimo articolo dei nostri colleghi di Ecoblog. Il 2007 si apre infatti con un aumento vertiginoso delle speculazioni sui campi di mais...la nuova frontiera dell'investimento sembra proprio la pannocchia grazie alla parabola ascendente delle energie rinnovabili. L'oro giallo in grani è una delle principali risorse per la produzione di Etanolo e a quanto pare è proprio la domanda di questo nuovo carburante a spingere in alto i prezzi dei campi.
La rivalutazione degli appezzamenti è stimata in media intorno al 15% dall'anno scorso, con picchi del 27% in Argentina e del 36% in Idaho. E pensare che una volta si diceva che non c'è niente di meglio che investire nel mattone... e invece una villetta nei pressi del centro finanziario di Londra, a Islington, nel 2006 si è rivalutata “solo” dell'11%!
La rivalutazione non finisce qui sostengono gli analisti finanziari che prevedono aumenti di valore dell'ordine del 15% per ogni anno.

Ed ecco che gli speculatori vestono cappello di paglia e salopette alla ricerca di fattorie in vendita a cavallo dell'equatore. La magica conversione del mais in oro non sembra l'unico motivo della corsa alle pannocchie dal momento che si sta assistendo ad un progressivo deterioramento dei terreni coltivabili, dato lo sfruttamento intensivo. Fra il 1981 e il 2001 infatti le fattorie USA hanno perso circa 9,6 milioni di acri, equivalenti al 2,8% del totale.

Colgono la sfida dei carburanti ecologici anche gli Stati Uniti che si sono affrettati a concludere un accordo commerciale con il Brasile di Lula per l'approvvigionamento di etanolo. Vaste colture di mais tappezzano infatti il Sud America (il 76% del parco macchine brasiliano funziona ad alcool o biodiesel e i campi di canna da zucchero riforniscono materia prima a una rete di 320 impianti di etanolo) e la maggior parte degli automobilisti brasiliani fanno il pieno con un carburante tagliato al 25% con etanolo, mentre la crescente flotta di macchine di nuova generazione va a etanolo puro (v. articolo).Il Brasile si coferma il principale produttore di etanolo da canna da zucchero con 3.500 milioni di litri esportati durante il 2006, mentre gli stati Uniti cercano di colmare il gap investendo ormai da diversi anni nelle coltivazioni di mais. 51,3 miliardi di Euro sono stati erogati ai coltivatori in forma di finanziamenti pubblici e sussidi tra il 1995 e il 2005, 70 volte l'investimento federale nelle coltivazioni del tabacco!!

La geografia dell'etanolo ridisegna in parte i mercati e l'equilibrio economico mondiali, con i paesi in via di sviluppo decisamente avvantaggiati da estese coltivazioni di grano, canna da zucchero (Brasile) e canapa (India), materiali indispensabili per la creazione dei combustibili fossili.

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