Rimborso farmaci dell'altro mondo

Rimborsabilità farmaci generici Risparmio creativo e "fai-da-te" regionale queste le nuove pratiche seguite dagli enti locali in materia sanitaria, causa un federalismo fiscale che accorcia la coperta dei finanziamenti sulle spese mediche regionali. Le amministrazioni sembrano ricorrere a fantasiose politiche di risparmio recuperando in parte la legislazione in materia, datata 2001, con parziale o addirittura totale esclusione dal regime di rimborsabilità dei farmaci per cui esista il generico corrispondente. Il principale risultato dei tagli alla spesa sanitaria pubblica agli enti locali è una normativa regionale frammentaria ed eterogena che vede Liguria, Sardegna e Lazio applicare un limite massimo di spesa giornaliera di 0,76 Euro sui Gastroprotettori mentre Puglia, Calabria e Abruzzo reagire con tetti di spesa di 0,90 Euro giornalieri. Indecise se applicare un ticket unico in quota fissa alle varie confezioni o disciplinare la deducibilità farmaco per farmaco indicandone i massimali di dosaggio giornaliero, le regioni si limitano al momento ad indicare obiettivi di prescrizione vincolanti. Questo implica che avere l'ulcera in Puglia piuttosto che in Liguria può significare un diverso regime di rimborsabilità.

Un 40% di extra spese a carico delle regioni che non piace oltre che a presidenti di regione e sindaci anche alle aziende del settore, alle associazioni rappresentative e ai camici bianchi, vincolati da esigenze economiche nella prescrizione delle terapie. La politica del "reference price" (prezzo di riferimento) sembrerebbe voler sminuire l'importanza della salute del cittadino proponendo cure di serie "B" a prezzi scontati. Tuttavia i farmaci generici sono una realtà ormai consolidata nel resto d'Europa data l'efficacia terapeutica dei principi attivi non più coperti da brevetto.

Dal settembre 2001 anche nel nostro paese è stata avviata una politica di promozione del farmaco "generico": tra i vari farmaci con prezzo diverso, che contengono lo stesso principio attivo nella stessa formulazione, il Servizio Sanitario "passa" al cittadino il prodotto con il costo inferiore.
Viene, in altre parole, definito un "prezzo o quota di riferimento" per farmaci con brevetto scaduto. Il cittadino può scegliere, a parità di principio attivo, un prodotto con prezzo più elevato, ma in questo caso la differenza tra la "quota di riferimento" ed il prezzo del prodotto prescelto rimane a carico del cittadino stesso.

In base alla normativa vigente, le Regioni possono discostarsi dalla lista di equivalenza definita a livello nazionale dall'AIFA, ma solo nella misura in cui quest'ultima non riflette la reale disponibilità di farmaci nel normale circuito distributivo regionale.

Qual è tuttavia il rischio di una simile politica? Che gli enti locali applichino in maniera distorta il regime di equivalenza con i farmaci generici, tramite un'autonoma ridefinizione dei gruppi di equivalenza su cui applicare il prezzo massimo di rimborso.

La necessità di mantenere sotto controllo la spesa farmaceutica imposta dal tetto di spesa (la convenzionata deve essere pari al 13 % della spesa sanitaria complessiva), insieme probabilmente a una maggiore consapevolezza dell'entità, o del rischio, dei disavanzi accumulati di anno in anno, hanno indotto alcune Regioni a promuovere misure che già applicano (come la Liguria) o intendono applicare (il Lazio) prezzi di riferimento applicati a classi di equivalenza più ampie rispetto a quelle previste dalla normativa nazionale.

L'unica, importante differenza fra specialità medicinali e generici è nel prezzo di vendita. La valenza economica del medicinale generico è un fattore molto importante che permette notevoli risparmi sia ai cittadini che al Servizio Sanitario Nazionale. La legge dice infatti che il medicinale generico off-patent deve avere un prezzo inferiore, al momento della sua immissione in commercio, di almeno il 20% del prezzo della specialità di riferimento. Il motivo è semplice: il prezzo di un medicinale brevettato tiene conto dei costi sostenuti dall'azienda farmaceutica per scoprire e sintetizzare il nuovo principio attivo.

Se da un lato quindi la prescrizione di farmaci generici con prezzi ridotti del 20% sui prodotti "di marca" favorisce il cittadino l'Aifa prevede possibili meccanismi distorsivi nel privilegiare le logiche economiche al reale benessere del paziente, senza considerare l'iniquità verificatasi a livello geografico con l'applicazione di una politica territoriale disomogenea.

L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha reso disponibile l'elenco revisionato dei farmaci generici riconosciuti con le relative indicazioni di prezzo.

  • shares
  • +1
  • Mail