Lo Stato Islamico stampa moneta: riesumato il Dinar

L'ISIS può ora vantare sovranità monetaria: l'economia dello Stato Islamico è a una svolta epocale

Secondo una notizia riportata tre giorni fa dal Daily Mail, da noi verificata su numerosi network panarabi di prima fascia (come al-Arabiya) e grazie a fonti dirette, lo Stato Islamico batterà moneta come un vero e proprio Stato: l'ISIS ha infatti deciso (comunicandolo ai musulmani che vivono nei territori occupati e al mondo intero, grazie a Twitter) di coniare una valuta del Califfato Daaish, il Dinar, ripristinando così le antiche monete islamiche, coniate in oro e argento puro, che erano in circolazione nel periodo dello splendore del primo Islam.

Anche la numismatica entra di diritto nelle pretese islamiste dello Stato Islamico (piuttosto criminali per la stessa Shaaria), che punta a mettere in circolazione la nuova moneta nelle prossime settimane in tutte le zone controllate dal Califfato.

Di seguito vi proponiamo in anteprima una gallery con le nuove monete d'oro, d'argento e di bronzo, così come sono state pubblicizzate da uno degli account Twitter dell'ISIS:

Il Dinar dello Stato Islamico


L'obiettivo reale, nemmeno troppo difficile da immaginare, è di stabilizzare e rafforzare l'economia sommersa dello Stato Islamico, dopo i tentativi continui degli ultimi mesi di creare una propria economia rivendendo il petrolio dei pozzi conquistati a suon di pallottole e mortai.

Il Dinar fu una moneta, coniata fin dall'età omayyade, del peso di 4,25 grammi di oro a 22 carati: in verità è una moneta tuttora utilizzata già da altri paesi islamici (come l'Iraq, dove l'ISIS è presente in una guerra di trincea oramai a meno di 100km dalla capitale Baghdad): il nuovo conio dello Stato Islamico però prevederà necessariamente un passaggio dal Dinar Iracheno e dalla Lira Siriana al nuovo Dinar d'oro, d'argento e di bronzo.

Il Dinar dello Stato Islamico

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