Scuola, Bersani: la legge di stabilità va cambiata

Sulla scuola proprio no. Il Ddl stabilità così com’è non lo votiamo. Così il segretario del Pd Pierluigi Bersani che su istruzione, Irpef e Iva ha chiesto ieri un sostanziale cambio di rotta al governo guidato da Mario Monti. Per le modifiche al taglio retroattivo delle detrazioni e deduzioni fiscali l‘esecutivo dovrebbe mettere sul piatto 2 miliardi e trovarne tre per scongiurare l’aumento delle aliquote Iva, previsto da luglio 2013.

Capitolo scuola. Dopo le vibrate proteste di insegnanti e addetti ai lavori, ieri il leader del Pd ha usato parole nette per le misure previste dalla bozza di legge di stabilità sulla scuola pubblica. Nel mirino di Bersani i tagli per 700 milioni e l’allungamento da 18 a 24 ore settimanali dell’orario di lavoro per i prof. Senza contare che lo stesso ddl garantirebbe fondi per 223 milioni alle scuole private.

Le norme sulla scuola, ha detto Bersani, non sono votabili perché:

"finirebbero per dare un colpo ulteriore alla qualità dell’offerta formativa".


Il governo:

"di fronte a un problema serio deve fare modifiche significative”

Non solo per la scuola però. Il Pd insiste anche sul fronte fiscale e sugli esodati: questa è una manovra da cambiare. Secondo il deputato Pier Paolo Baretta:

“come dimostra un recente studio del Cer, dalla manovra Iva-Irpef sono i redditi più bassi a venir maggiormente penalizzati, converrà rimodulare la distribuzione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, almeno per quanto riguarda detrazioni e Iva, anche il Pdl che con il segretario Angelino Alfano precisa:

“Se ci saranno passi indietro sulle detrazioni verrà violato un patto tra Stato e cittadini. Un tradimento che noi impediremo, così come ci opporremo all'aumento dell'Iva”.

Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli dal canto suo ieri in un’intervista ad Avvenire rispondeva alle critiche sottolineando, tra le altre misure del ddl, il previsto fondo da 900 milioni per finalità sociali sulla cui destinazione, dai giovani alle social card, il governo discuterà in parlamento con le forze politiche.

Foto © Getty Images

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