Giappone: è recessione tecnica. Crollano Pil e Borsa

Il Pil di luglio-settembre è crollato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,6% su base annua.

Durissimo colpo all'Abeconomics, la politica economica del Premier giapponese Shinzo Abe che, per ora, non solo non dà frutti, ma segna il ritorno del Paese in una fase di "recessione tecnica".

L'Ufficio di gabinetto ha infatti reso noti i dati sul Pil del trimestre luglio-settembre che non sono affatto confortanti, perché segnano un'ulteriore contrazione dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,6% su base annua. Abe dovrebbe a breve annunciare lo scioglimento della Camera Bassa e indire le elezioni politiche generali anticipate.
In queste condizioni è praticamente certo che sarà rinviato anche il rialzo dell'Iva al 10%, che altrimenti diverrebbe operativo da ottobre 2015.

Il ritorno nella recessione tecnica è dovuto al fatto che la contrazione c'è stata per due trimestri consecutivi: ad aprile-giugno, infatti, c'era già stato un calo dell'1,9% e ora su base annualizzata è addirittura del 7,6%.
Non sono state affatto soddisfatte dunque le aspettative che avevano dato l'economia giapponese in crecita dell'o 0,2-3% e del 2,4-5% su base annualizzata.

Akira Amari, ministro delle Politiche economiche e fiscali, ha ammesso che l'impatto dell'Iva, che ad aprile è stata portata dal 5% all'8%, "è stato più grande delle attese" e ha aggiunto che nei prossimi giorni sarà presa la decisione sulla conferma o il rinvio del rialzo fino al 10%. Il ministro ha anche giustificato il crollo del Pil con la lentezza della ripresa dei consumi: la domanda privata è infatti scenda dello 0,9% su base trimestrale e gli investimenti sono caduti del 6,7%.

Ricordiamo che il Giappone è uscito dalla recessione alla fine del 2012, prima che arrivasse al potere Shinzo Abe, il quale ha poi annunciato la sua idea per rafforzare l'economia basata su una politica monetaria espansiva, stimoli fiscali e riforme strutturali. Nei primi mesi la Abeconomics ha avuto successo, o meglio, ha goduto del trend positivo iniziato nei mesi precedenti e del fatto che la Bank of Japan abbia deciso un allentamento quantitativo e qualitativo, ma questo non è bastato a risolvere l'annoso problema di un debito pubblico che supera il 200% del Pil. Il rialzo dell'Iva serve proprio ad abbattere il debito, ma le conseguenze negative sono troppo evidenti.

La Borsa ovviamente ha reagito malissimo: Tokyo ha chiuso gli scambi con un crollo del 2,96%, l'indice Nikkei ha bruciato 517,03 punti, attestandosi a quota 16.973,80, vicino ai minimi intraday.

Giappone in recessione

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