IBM: altri 285 esuberi in Italia, oltre 1.000 in 18 mesi

Per IBM la mobilità per 285 dipendenti è necessaria a causa dei risultati economici negativi registrati nell'ultimo trimestre dell'anno. La Cisl annuncia mobilitazioni.

IBM, storico colosso Usa dell'informatica che produce hardware software, ha annunciato ieri l'avvio di una nuova procedura di mobilità per 285 persone che lavorano nelle sedi in Italia dell'azienda nell'ambito di un piano di tagli delle risorse umane che prevede quasi 1.900 (1.898) esuberi in tutt'Europa.

A informare, con allarme, della decisione di IBM (International Business Machines Corporation) è un comunicato della Cisl in cui si rammenta che:

si tratta della terza procedura di licenziamenti collettivi nell'arco di soli 18 mesi, cui si aggiungono le uscite volontarie, per una riduzione occupazionale complessiva di oltre 1.000 addetti.

IBM dice che i tagli sono necessari a causa dei risultati economici negativi registrati nell'ultimo trimestre del 2014, la necessità è ora quella di razionalizzare e riorganizzare le attività, e non solo nel Vecchio continente. Razionalizzare che si traduce nella messa in mobilità di quasi trecento lavoratori.

Il sindacato di ispirazione cattolica guidato Annamaria Furlan scende sul piede di guerra contro la decisione di IBM, annunciando assemblee con i dipendenti del gruppo e scioperi.

La società statunitense costituita nel 1911 conferma di aver:

aperto una consultazione con i sindacati con l'obiettivo di ribilanciare la forza lavoro in Italia, come fa in tutti i Paesi in cui opera

L'obiettivo è venire incontro alle esigenze dei clienti che sono specifiche per ogni Stato e presidiare allo stesso tempo nuovi segmenti di mercato a più alto valore, ha detto un portavoce di IBM.

IBM Italia esuberi

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail