Licenziata per un post su Facebook?

La Cisl: "clamoroso autogoal Nestlè, che sbandiera codici comportamentali di correttezza e moralità e poi all'oscuro di tutti licenzia una Rsu, soprattutto una lavoratrice con inabilità fisiche". Ma l'azienda parla di "presunto licenziamento".

Licenziata per un post scritto su Facebook? una rappresentante della Rsu Fai Cisl avrebbe perso il suo lavoro alla Nestlè-Perugina di Perugia.

Dalla segreteria regionale Cisl, dalla Fai Cisl nazionale e regionale, dalle Rsu:

"prendono atto del licenziamento, che mette in discussione la storia delle relazioni sindacali con il gruppo Nestlè. Relazioni che sono state gettate al vento con un atto unilaterale inaccettabile che e' giunto come un fulmine a ciel sereno"

denuncia il segretario generale regionale Fai Cisl Umbria, Dario Bruschi.

Secondo il sindacato nel post costato il licenziamento, la dipendente in questione parlava di:

"un caporeparto senza un riferimento specifico all'azienda né a un soggetto in particolare. Forse l'azienda ha considerato la dipendente una Rsu scomoda in quanto ha sempre espresso le proprie idee in maniera chiara e diretta? Il nostro dubbio è che il suo carattere passionale sia mal digerito da qualcuno nello stabilimento della Perugina. Tutti i livelli della federazione, sostenuta dalla Cisl, da oggi sono impegnati per opporsi a sanare legalmente questo clamoroso autogoal Nestlè, che sbandiera codici comportamentali di correttezza e moralità e poi all'oscuro di tutti licenzia una Rsu, soprattutto una lavoratrice con inabilità fisiche".

Nestlè-Perugina si difende e replica con una nota:

"In merito ai fatti rappresentati ieri circa il presunto licenziamento della signora Marilena Petruccioli a seguito di suoi commenti pubblici su alcuni social network, Nestlè Italiana intende precisare quanto segue: La signora Marilena Petruccioli, rappresentante sindacale, a fronte della violazione delle regole di igiene e sicurezza da parte di un collega, ha attaccato pubblicamente i responsabili del personale aziendale, ridicolizzando sui social media il loro impegno teso a far rispettare le stringenti disposizioni igienico-sanitarie e di sicurezza previste all'interno dell'azienda, a tutela dei lavoratori stessi, dei prodotti e dei consumatori. Infatti, l'episodio da lei rappresentato con scherno sui social si riferiva in modo chiaro ed inequivocabile a un richiamo da parte dei responsabili del personale dello stabilimento verso un collega a fronte di una accertata violazione delle norme sull'utilizzo dei regolari abiti da lavoro e dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) previsti per la mansione svolta sulle linee di produzione. I commenti pubblici della rappresentante sindacale hanno minato l'autorevolezza di chi all'interno dello stabilimento ha la responsabilità di far rispettare le normative vigenti per assicurare al consumatore un prodotto di alta qualità e la sicurezza dei lavoratori".

E ancora:


"Da un esponente sindacale che ha la responsabilità di rappresentare centinaia di persone che lavorano nel più grande stabilimento del Gruppo Nestlè in Italia ci si attendeva il sostegno e non la critica agli sforzi rivolti a salvaguardare - sempre e comunque - la sicurezza sul posto di lavoro, l'igiene e la qualità del prodotto. Proprio in qualità di rappresentante dei lavoratori, la Signora avrebbe dovuto farsi essa stessa portavoce di comportamenti esemplari all'interno dei sito. La scelta invece di ridicolizzare pubblicamente, attraverso i social media, dove raccoglie un ampio seguito di colleghi, il comportamento di chi nel suo ruolo ha solamente agito per far rispettare le norme è ancor più grave perché legittima comportamenti errati che non possono essere accolti o giustificati in uno stabilimento Nestlè. Risulta inoltre fuorviante il tentativo di rappresentare e minimizzare i ripetuti commenti della signora Petruccioli come non riferiti, o riferibili, al contesto dove lei lavora. L'Azienda quindi conferma l'intenzione di sanzionare il comportamento tenuto da Marilena Petruccioli, ma - in quanto rappresentante sindacale dello stabilimento Perugina - non le sarà applicato nessun provvedimento senza che si sia svolta la procedura di consultazione sindacale prevista dalle normative vigenti. L'Azienda auspica che i punti evidenziati vengano colti dalle rappresentanze sindacali e che il confronto possa risultare costruttivo e si possano ristabilire al più presto le corrette e consuete relazioni sindacali"

conclude la nota. Vedremo come andrà a finire.

licenziata per post su facebbok

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