Articolo 18, Camusso: il PD trasforma una tutela in denaro

La numero uno della Cgil: "liberismo finanziato dallo Stato: il governo toglie tasse alle imprese e tutele ai dipendenti".

Cgil sempre più in rotta con il governo sulla riforma del mercato del lavoro contenuta nel Jobs act che di fatto toglie le tutele anche a chi ancora ce l’ha, assegnando ai datori di lavoro libertà di licenziare grazie alla sostanziale modifica dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.


"Siamo di fronte a una sinistra che trasforma una tutela in denaro. Come se la possibilità di scambiare un diritto con una manciata di soldi potesse aumentare i diritti di chi è precario. Che questa possa essere l’impostazione di una parte delle imprese è comprensibile. Ma deve essere quella di un partito che si richiama ai valori della sinistra?"

dice stamattina dalle colonne di Repubblica la leader della Cgil Susanna Camusso riferendosi alla riforma dell'art. 18 targata PD: esclusi i licenziamenti palesemente discriminatori, il reintegro nel posto di lavoro non è più automatico e ciò vale sia per i licenziati per motivi economici sia disciplinari, per loro è previsto solo un risarcimento in denaro che secondo le ultime bozze di legge può andare da 6 a massimo 24 mensilità, in base all'anzianità di servizio. Per motivi disciplinari il reintegro del lavoratore è previsto solo per un motivo dichiarato nullo o inesistente dal giudice.

La Camusso, a proposito della politica economica del governo Renzi, parla di:

"liberismo finanziato dallo Stato: il governo toglie tasse alle imprese e tutele ai dipendenti".

articolo 18 riforma renzi job act

E sempre oggi il leader della Fiom Maurizio Landini precisa il senso di quello che avrebbe voluto dire con la sua uscita di due giorni fa quando aveva sostenuto che gli onesti non stanno con Renzi (salvo poi scusarsi):

"Volevo porre la questione morale. I lavoratori sono la parte onesta e c’è una parte disonesta del Paese contro cui non si interviene. Chi è onesto non conta nulla e si fanno leggi che continuano a garantire ai disonesti di fare i disonesti. L’Italia ha 60 miliardi di euro di corruzione, 180 di evasione, il falso in bilancio che non è reato, nessuna legge sul rientro dei capitali. Ma questo è il punto che non si vuole affrontare. Perché il governo su questo non fa i decreti? Perché non ha la stessa forza che ha messo sull’articolo 18?"

ha detto il leader delle tute blu in un’intervista al Fatto quotidiano.

  • shares
  • +1
  • Mail