Legge di stabilità, Corte dei conti: rischio aumento IMU

Dopo i rilievi dell’Istat sulla legge di stabilità arriva l’allarme della Corte dei conti: per compensare i tagli di spesa e i nuovi aggravi previsti nel ddl i Comuni potrebbero decidere l’aumento dell'IMU (c’è tempo fino al 31 ottobre) e delle tariffe comunali.

Il presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino è stato audito questa mattina dalle Commissioni bilancio congiunte di Camera e Senato. Il mix meno Irpef e maggiore Iva, previsto nel disegno di legge di stabilità del governo, secondo l’alto magistrato contabile:

"appare sfavorevole per i contribuenti Irpef collocati nelle più basse classi di reddito (20 milioni di soggetti fino a 15mila euro)”


Analoghe osservazioni su diverse norme contenute nella manovra, già invisa a partiti, sindacati e associazioni di categoria, sono state formulate dal presidente dell’Istat Enrico Giovannini anche lui in audizione a Montecitorio:

“Le famiglie con figli, in particolare se minori, risultano avere benefici inferiori rispetto alla media del quintile di appartenenza. Lo svantaggio relativo delle famiglie con figli risulta più evidente se questi sono di minore età, o comunque ancora impegnati negli studi o non economicamente autosufficienti, poiché si lega al fatto che la cura dei figli riduce le probabilità di occupazione delle madri (e per quelle occupate costituisce un ostacolo al conseguimento di maggiori guadagni)”.

In merito agli effetti della riduzione dell'Irpef e del contestuale e retroattivo taglio delle detrazioni fiscali Giovannini ha detto:

“Il risultato dipende dal più alto rapporto fra il numero di persone che generano spese deducibili e detraibili e il numero di percettori che caratterizza queste famiglie. Le modifiche dell'Irpef penalizzano i primi e attribuiscono vantaggi solo ai secondi, attraverso la riduzione delle aliquote”.

Secondo L’Istat:

“La riduzione d'imposta media per famiglia, inclusiva di quella relativa alle addizionali regionali e comunali, è pari a circa 240 euro. In particolare, le misure comportano un beneficio medio di 340 euro l'anno per il 77,7% delle famiglie e un aggravio di circa 290 euro per il 7,4%, mentre per il rimanente 14,9% delle famiglie l'effetto sarà sostanzialmente nullo”.

E siamo all'aumento dell'Iva. La misura dovrebbe entrare in vigore da luglio dell’anno prossimo e per Giovannini:

"interesserà prezzi di beni e servizi relativi a quasi l'80% della spesa per consumi"

In proposito l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato che, anche per gli effetti delle manovre economico-finanziarie del governo, l’aumento di prezzi e tariffe costerà agli agli italiani 2.333 euro in più nel 2012.

Il ministro dell’Economia Vittorio Grilli tuttavia insiste nel dire, oggi alla Camera, che grazie alla legge di stabilità:

“Il 99% dei nostri contribuenti ha effetti positivi”.

Grilli sostiene che il taglio di un punto delle due aliquote Irpef più basse coinvolge 30,8 milioni di contribuenti:

“con un beneficio medio pro capite di 160 euro; il vantaggio complessivo va per il 54% a favore di contribuenti con lavoro dipendente, per il 34% a pensionati, il 10% ai cittadini con reddito da lavoro autonomo, il restante 2% agli altri”.

Foto © TMNews

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