Prestiti ai privati dell'eurozona ancora in calo: -1,1% annuo

Il crediti crunch permane nonostante gli interventi di politica monetaria implementati negli ultimi mesi dalla Banca centrale europea.

Il credito ai privati continua a calare nell'eurozona, le misure di politica monetaria messe in campo da giugno in poi dalla Bce proprio per allentare la morsa del credit crunch non hanno avuto gli effetti sperati, con le banche che non hanno per niente allargato i cordoni.

A ottobre 2014 i prestiti al settore privato nell'area euro fanno registrare un meno 1,1 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno scorso secondo il report mensile della Banca centrale europea, mostrando una impercettibile moderazione rispetto al meno 1,2 per cento registrato nel precedente mese di settembre.

Fatti salvi i dati dagli effetti di cessioni di attività e cartolarizzazioni di prestiti, la contrazione del credito ai privati si attesta a -0,5 per cento dal meno 0,6 per cento di settembre. Tutto questo mentre il generale aggregato monetario M3 fa segnare una dinamica invariata al +2,5 per cento annuo. Gli aggregati monetari sono indicatori anticipatori del futuro andamento dei prezzi, dell'inflazione.


La persistente debolezza dei prestiti al settore privato secondo le Bce potrebbe confermare i timori dell'istituto centrale europeo sul protrarsi di un caro vita ritenuto già troppo basso e che spingerebbe verso l'adozione di una politica monetaria più aggressiva, con l'implementazione dell'allentamento monetario in stile Federal Reserve Usa.

In questi giorni si moltiplicano le attese di un piano di acquisti di titoli di Stato da parte della Bce, sempre che si riesca a superare l'opposizione dei paesi paladini del rigore e dell'austerità dell'area euro.

  BCE quantitative easing

  • shares
  • +1
  • Mail