Juncker: no a sanzioni per Italia e Francia, ora le riforme

Il nuovo presidente della Commissione Ue: "a marzo arriverà la decisione finale sulle conseguenze dei provvedimenti dei governi. Da Italia, Francia e Belgio abbiamo ricevuto lettere con impegni precisi e circostanziati"

L'Unione europea dice no a sanzioni per Italia e Francia. I Paesi membri in difficoltà con i propri conti pubblici e le regole di bilancio non saranno sanzionati per eventuali violazioni del patto di stabilità e crescita. A dirlo è il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, a margine degli esami sulle leggi finanziarie e i bilanci degli Stati Ue.

"Ho fatto questa scelta, a marzo arriverà la decisione finale sulle conseguenze dei provvedimenti dei governi. Agli Stati non piacciono le lezioni"

Juncker ha concesso un'intervista a un gruppo di quotidiani europei, per l'Italia a la Repubblica.

"Se sei presidente della Commissione europea, devi saper ascoltare i Paesi e i loro governi. Devi capire che cosa sta succedendo anche nella politica interna di ciascuno stato membro. Ho fatto la scelta di non sanzionare. Sarebbe stato facile punire i Paesi che non rispettano le regole del Patto: bastava applicare le procedure previste. Ma io ho scelto di lasciarli parlare. E di ascoltare".

Il presidente della Commissione spiega che oggi saranno presentati i risultati degli esami Ue sui bilanci dei Paesi membri e che nessuno dei sette Stati che violano le regole del Patto - tra cui Francia, Spagna, Italia e Belgio - subirà sanzioni. La linea delle rigida austerità viene messa in discussione? Si Ammorbidisce?

"La nostra sarà una analisi approfondita e per nulla compiacente"

Juncker ha poi ricordato che:


"Per alcuni Paesi saranno necessari sforzi supplementari. Ma un conto è dire chiaramente come e perché non si rispettano gli impegni del Patto. Un altro è punire con sanzioni e procedure. Del resto da Italia, Francia e Belgio abbiamo ricevuto lettere con impegni precisi e circostanziati. Non ci stiamo assolutamente allontanando dalla strada del risanamento dei conti pubblici, se è questo che pensate"

E ancora, a scanso di equivoci:

"Se qualcuno continua a chiedere di cambiare le regole, è fuori dalla realtà. Ma, secondo me, in passato abbiamo sottovalutato l'importanza della competitività. Per migliorare la competitività e la capacità di crescita, le riforme sono essenziali. E nei prossimi mesi sia l'Italia sia la Francia porteranno a termine riforme importanti in questo senso"

ha concluso il nuovo presidente della Commissione Ue.

No sanzioni Ue Italia e Francia

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail