Disoccupazione record: dati discordanti fra Istat e Ministero del Lavoro

Secondo Istat il tasso di disoccupazione raggiunge il 13,2%, il più alto dall’inizio delle serie mensili, mentre il Ministero del Lavoro anticipa i dati delle Comunicazioni Obbligatorie che parlano di 400mila nuovi contratti a tempo indeterminato

Da un lato l’Istat comunica che il tasso di disoccupazione a ottobre è salito al 13,2%, dall’altro il Governo tranquillizza tutti comunicando i dati riguardanti il terzo trimestre 2014 (luglio-settembre) nel quale ci sarebbero stati oltre 400mila nuovi contratti, con un aumento del 7,1% rispetto al 2013.

Premesso che si sta parlando di due periodi differenti, appare piuttosto improbabile che si possa essere passati da una disoccupazione al 13,2% trimestrale (con un + 0,3% rispetto a settembre e un + 1% rispetto allo stesso mese del 2015) a un +7,1% di occupazione nel breve volgere di poche settimane. Sarebbero le cifre di un miracolo economico poco in linea con la rabbia che monta nelle piazze e con ciò che ci dicono, per esempio, gli indicatori su consumi e tenore di vita.

Quello registrato a ottobre è il massimo valore sia dall’inizio delle serie mensili (gennaio 2004), sia dall’inizio delle serie trimestrali (1977). Secondo Istat i disoccupati sono 3 milioni e 410mila, in aumento di 90mila unità rispetto al mese precedente: rispetto a un anno fa ci sono 286 persone in più alla ricerca di un lavoro. Se si considera la fascia d’età 15-24 anni, la disoccupazione è al 43,3%. I giovani under 25 alla ricerca di un’occupazione sono 708mila.

Il Ministero del Lavoro, sulla base delle Comunicazioni Obbligatorie relative al terzo trimestre 2014, documenta 400mila nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato con un aumento tendenziale del 7,1% rispetto all’anno precedente. I settori a maggior crescita sarebbero industria e agricoltura. L’aumento dei contratti a tempo indeterminato è l’effetto del decreto Polletti, convertito nella legge 78/2014, ma in realtà l’aumento dei contratti – secondo il Ministero del Lavoro - è quantificabile in meno di 59mila posti di lavoro poiché ai 2 milioni 474mila nuovi avviamenti (comprendenti tutti i tipi di contratto) vanno sottratti 2 milioni 415mila cessazioni di rapporto. Su queste anticipazioni è d’obbligo usare il condizionale: i dati completi delle Comunicazioni Obbligatorie relativi al terzo trimestre 2014 saranno diffusi con la Nota trimestrale mercoledì 4 dicembre.

Lavoro nero d

Via | Ansa

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