La deflazione fa paura: spaventati 3 italiani su 4

Il settore che più soffre del taglio delle spese è quello della moda ma ormai si cerca di ridurre anche l'essenziale: i consumi alimentari rispetto al 2007 sono scesi dall'11% al 6%. Il sondaggio Confesercenti-Swg alla vigilia delle feste di Natale e fine anno.

La deflazione spaventa gli italiani, i prezzi bassi che lo diventano sempre più mentre i consumi restano al palo rappresentano un circolo vizioso che è diventato un vero e proprio spauracchio.

Così secondo un sondaggio Confesercenti-Swg diffuso oggi che sottolinea come i cittadini siano molto più ferrati di quel che si potrebbe pensare sull'argomento. Quasi 3 italiani su 4 (il 72%) dicono si saper bene cos'è la deflazione, quindi ne conooscono i rischi, e soprattutto 1 su 2 (il 50%) la teme piu' dell'inflazione, visto a anche che da agosto l'Italia si è trovata con un indice del livello dei prezzi passato in territorio negativo per la prima volta dopo 60 anni.

Il Paese è stretto tra la morsa della recessione e quella della deflazione, termini che se una volta potevano sembrare quasi vuoti, tecnici, oggi sono diventati di uso comune, reali.

Sempre escono il sondaggio di Confesercenti-Swg il pensiero degli italiani coincide con l'opinione che prende piede presso gli investitori e gli analisti finanziari internazionali, preoccupati più della deflazione nell'eurozona, dopo cinque anni di politiche di austerità, che del deficit degli stati membri Ue. Non a caso da più parti, Fmi in testa, si suggerisce alla Bce di intervenire con misure di politica monetaria non convenzionali, cioè mettendo in campo un piano di quantitative easing.

L'andamento dei consumi del resto parla chiaro con il rallentamento dei prezzi degli ultimi mesi che non ha avuto effetti positivi sulla propensione alla spesa, con buon pace anche del bonus Irpef da 80 euro che secondo il governo avrebbe dato una bella mano alla capacità d'acquisto dei 10 milioni di italiani che ne beneficiano.

Il sondaggio Confesercenti-Swg chiarisce invece che il 92% degli intervistati ha detto di aver ridotto ulteriormente le spese nel corso del 2014, dall'87% del 2013, e dal lontano 67% del 2007, prima della crisi.

Il settore che più soffre del taglio delle spese è quello della moda, con il 28% degli intervistati che dice di aver risparmiato su abbigliamento e calzature durante l'anno, ma ormai si cerca per necessità di ridurre anche l'essenziale, i consumi alimentari rispetto al 2007 sono calati dall'11 al 6%. Dal taglio dei consumi non sono esenti i carburanti, il 15% dei nostri connazionali ne ha ridotto l'acquisto, rispetto al 10% del periodo prima della recessione.

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